Una Panchina Bianca per Carlo, Veronica e tutte le vittime della strada. È stata inaugurata domenica 13 settembre a Casalbeltrame, in via Antonio Bergamaschi, nell’ambito della Festa in Ricordo di Carlo e Veronica Di Bernardo, i due giovani che l’11 settembre del 2000 persero la vita insieme in sella a uno scooter.
A Casalbeltrame una Panchina Bianca per Carlo, Veronica e tutte le vittime della strada
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La panchina è stata pensata come un luogo della memoria, ma anche come un richiamo alla sensibilizzazione e alla sicurezza stradale. All’inaugurazione erano presenti, tra gli altri, il vicepresidente della Provincia di Novara Andrea Crivelli, il senatore Gaetano Nastri e l’assessore regionale Daniela Cameroni, insieme ai rappresentanti delle istituzioni locali, ai volontari dell’associazione e alla comunità.
Nel racconto affidato ai social dall’associazione Carlo e Veronica Di Bernardo Soccorso-Odv, quello della Panchina Bianca è stato un momento particolarmente intenso. «Non è stata una cerimonia. È stato un momento di verità», scrivono i volontari, raccontando di una giornata vissuta «con un nodo alla gola che non si scioglie, con un dolore che non si nasconde, con un amore che non smette di tornare».
La panchina, spiegano ancora dall’associazione, vuole essere «un posto dove ricordare senza fare rumore», dedicato a Carlo e Veronica ma anche «a tutte le vite spezzate sulla strada». Un simbolo che, nelle intenzioni di chi l’ha voluto, deve continuare a richiamare l’attenzione sulla sicurezza e sulla necessità di prevenire nuove tragedie.
L’inaugurazione è arrivata al termine della tre giorni della Festa in Ricordo di Carlo e Veronica, che dall’11 al 13 settembre ha proposto musica dal vivo, stand gastronomici, il motogiro, attività di pugilato olimpico e il pranzo della domenica, accanto ai momenti dedicati al ricordo.
La Provincia di Novara ha sottolineato proprio il valore dell’iniziativa: ricordare chi ha perso la vita sulla strada significa anche interrogarsi su ciò che ciascuno può fare per evitare nuove tragedie. La sicurezza, è il messaggio, passa dalle infrastrutture ma anche dai comportamenti, dall’educazione e dall’attenzione verso gli altri.
Per l’associazione, invece, la Panchina Bianca rappresenta «una promessa che non si rompe» e «un filo che non si spezza»: un luogo destinato a mantenere viva la memoria di Carlo e Veronica e di tutte le vittime della strada.