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Pietro, morto a 35 anni all’Alpe Buscagna: due indagati per la tragedia del monossido

La vittima, designer milanese, era impegnata come volontario nel progetto Pasturs. La Procura indaga per omicidio e lesioni colpose; migliorano le condizioni dei 5 intossicati

Pietro, morto a 35 anni all’Alpe Buscagna: due indagati per la tragedia del monossido

Sono due le persone che risulterebbero iscritte nel registro degli indagati per la tragedia avvenuta nella notte tra sabato 29 e domenica 30 agosto 2026 all’Alpe Buscagna, nel territorio di Baceno.

Monossido all’Alpe Buscagna, due indagati

Nella baita d’alta quota una fuga di monossido di carbonio ha provocato la morte di un uomo e l’intossicazione di altre cinque persone.

La vittima è Pietro Maria Fiori, designer milanese di 35 anni. Si trovava nell’alpeggio ossolano, a 1.940 metri di quota, per un periodo di vacanza-lavoro nell’ambito di Pasturs, progetto che seleziona volontari disposti ad affiancare gli allevatori durante l’estate.

Con lui c’era anche la fidanzata, una nutrizionista di un anno più giovane. La donna, inizialmente ricoverata in codice rosso all’ospedale Niguarda di Milano e sottoposta al trattamento in camera iperbarica, sarebbe ora fuori pericolo.

L’inchiesta, aperta per omicidio colposo e lesioni colpose, è coordinata dalla sostituta procuratrice di Verbania Laura Carrera. Le indagini sono condotte dal Soccorso alpino della Guardia di finanza di Domodossola. Al momento risulterebbero indagati il titolare dell’azienda agricola e il tecnico che avrebbe installato il boiler.

La baita è stata posta sotto sequestro ed è stato sigillato anche il boiler dal quale si sospetta possa essersi originata la fuga di monossido. Tra le ipotesi al vaglio c’è un possibile difetto nello scarico, ma saranno gli accertamenti a stabilire le cause dell’incidente. L’impianto sarebbe stato installato, collaudato e certificato da una ditta specializzata soltanto un mese prima.

Oltre alla compagna della vittima, sono rimasti intossicati quattro uomini legati all’azienda agricola Biondo di Masera. Due margari di 62 anni, trasportati in elicottero all’ospedale Maggiore di Novara, restano ricoverati ma sarebbero in miglioramento. Il titolare dell’azienda e suo padre, accompagnati all’ospedale San Biagio di Domodossola, sono invece già stati dimessi dopo alcune ore di osservazione.

L’autopsia sul corpo di Pietro Maria Fiori era prevista per ieri, giovedì 3 settembre. Per la sepoltura si attende il completamento degli accertamenti medico-legali.

«È stata veramente una disgrazia, per fortuna e grazie a Dio ora sembra esserci un’evoluzione positiva per i feriti», ha dichiarato Pierleonardo Zaccheo, presidente dell’Ente di gestione delle Aree protette dell’Ossola. «Siamo vicini alle famiglie, faremo tutto il possibile per assicurare supporto», ha aggiunto.

A lanciare l’allarme, intorno alle 00.30, era stato uno degli occupanti della baita, nonostante lo stato confusionale provocato dall’intossicazione. La posizione isolata dell’alpeggio aveva reso particolarmente complesse le operazioni, alle quali avevano partecipato due eliambulanze provenienti da Torino e Como, Soccorso alpino, Vigili del fuoco e Sagf.

Il ricordo

A ricordare Pietro è anche il progetto Pasturs, attraverso il quale il 35enne era arrivato sull’Alpe Buscagna. «Il giorno del corso di formazione pioveva a dirotto. Eppure Pietro è arrivato sorridente, in bicicletta, sfidando il maltempo pur di esserci», raccontano dal progetto. Un episodio che, secondo Pasturs, aveva mostrato subito «la sua straordinaria determinazione, la sua profonda passione per la montagna e la voglia autentica di mettersi in gioco per questo progetto».

In questi giorni di dolore, Pasturs ha espresso vicinanza alla famiglia di Pietro e ai suoi cari, ma anche agli allevatori Janis e Francesco, coinvolti nella tragedia. Il progetto ha inoltre ringraziato i tanti volontari che si sono messi a disposizione per tornare in quota e aiutare gli allevatori in questo momento difficile.

«Ciao Pietro. Che le tue montagne ti accolgano nel loro abbraccio più grande», è il messaggio con cui Pasturs ha salutato il giovane volontario.