Innovazione, sostenibilità e confronto sulle difficoltà del settore saranno al centro della 38ª Giornata della Risicoltura Novarese, in programma domani, giovedì 3 settembre.
Risicoltura, domani la 38ª Giornata Novarese
Agricoltori, tecnici, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni visiteranno alcune aziende del territorio per osservare direttamente prove varietali, strategie di difesa e programmi nutrizionali.
La partecipazione è gratuita. Il ritrovo e la registrazione sono fissati alle 13.45 nel parcheggio dell’Istituto Agrario Bonfantini, in corso Risorgimento 405 a Novara.
Alle 14.45 è prevista la visita all’Azienda agricola Pieropan Ilario e Silvio, nella frazione Nibbia di San Pietro Mosezzo. Alle 15.20 il percorso proseguirà all’Azienda agricola Carnevale Maffè Guido, alla Cascina Pascolo di Ponzana, frazione di Casalino. Alle 16 sarà invece raggiunta l’Azienda agricola Battioli Paola, alla Cascina Motta di San Pietro Mosezzo.
Particolare attenzione sarà dedicata al progetto internazionale “ICOSHELLs – Innovative Co-creation for Soil Health in Living Labs”, promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza in collaborazione con l’Ente Nazionale Risi. Il progetto approfondisce le pratiche destinate a migliorare la salute del suolo, tra cui la calciatura, l’impiego di ammendanti con compost e l’utilizzo delle colture di copertura.
Alle 17.15 si terrà un incontro sulle principali questioni della risicoltura italiana, con rappresentanti di Ente Nazionale Risi, Fondazione Agraria Novarese, Provincia di Novara, Regione Piemonte, Coldiretti, Cia e Confagricoltura. Seguiranno la consegna degli attestati di merito e un momento conviviale.
Un’annata difficile per i risicoltori
La Giornata della Risicoltura arriva al termine di un’estate segnata da siccità, caldo estremo e maltempo. A preoccupare sono anche l’aumento dei prezzi di carburanti, fertilizzanti e fitofarmaci e la caduta delle quotazioni del risone.
Sul fronte idrico, però, la situazione è risultata migliore rispetto al 2022. Il sistema di turnazioni predisposto da Est Sesia ha permesso di limitare i danni dell’emergenza. «Nel 2022 si erano “bruciati” circa 3.000 ettari di risaia. Quest’anno abbiamo avuto qualche perdita puntiforme, soprattutto nelle zone più lontane dalle prese. Ma parliamo di qualche ettaro…», ha spiegato Umberto Rolla di Ente Risi.
Le alte temperature porteranno inoltre a una campagna anticipata. «Le prime operazioni di raccolta – dice Rolla – sono previste già per gli inizi di settembre, circa 10 giorni prima rispetto alla norma». Il caldo ha avuto anche un effetto positivo: «Queste condizioni climatiche hanno fatto sì che quest’anno non si siano manifestate grosse epidemie di brusone».
Oltre 33mila ettari coltivati nel Novarese
Nel Novarese sono più di 33mila gli ettari coltivati a riso, con una diminuzione dello 0,5% rispetto al 2025. Dietro la sostanziale stabilità della superficie complessiva emergono però forti cambiamenti nelle varietà scelte.
Diminuiscono Roma e Baldo del 40,1%, Padano del 76,4%, Vialone Nano del 39,9%, S. Andrea del 19,6% e Ribe del 9,9%. Crescono invece i risi “tondi” del 48,8%, il Carnaroli del 18,1% e l’Arborio del 14,8%.
Pesano soprattutto i costi di produzione. «Le azienda agricole – ricorda Umberto Rolla – devono fare i conti con aumenti importanti dei costi di produzione: il prezzo del gasolio agricolo è cresciuto del 45%, quello di fertilizzanti e fitofarmaci (in particolare l’urea) del 38%. Se a questo aggiungiamo il crollo delle quotazioni del risone, possiamo parlare di una “tempesta perfetta”».
Il confronto sulla gestione dell’acqua
Nel Novarese la semina in asciutta, o “interrata”, viene ormai utilizzata nel 70-80% dei casi. Una tecnica che presenta vantaggi nella lotta agli infestanti, ma che secondo gli operatori dovrebbe essere maggiormente bilanciata con la semina tradizionale in sommersione.
«L’ideale – dice Rolla – sarebbe raggiungere un equilibrio tra i due sistemi». Roberto Valsecchi di Cia Novara Vercelli Vco ricorda infatti che «la semina in sommersione consente il riutilizzo dell’acqua più volte e quindi può rappresentare un’arma in più contro il cambiamento climatico. Bisogna ribadirlo ancora una volta: l’agricoltura non spreca acqua e, anzi, ricarica le falde».
La 38ª Giornata della Risicoltura Novarese offrirà dunque l’occasione per mettere a confronto esperienze, ricerca e possibili soluzioni per rendere la produzione più sostenibile e competitiva. L’iniziativa è organizzata dall’Ente Nazionale Risi con Fondazione Agraria Novarese, Provincia di Novara e Collegio dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati di Novara.