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Estate 2026 da record, a Novara ben 65 notti tropicali: è il dato più alto del Piemonte

La stagione ha superato anche il primato del 2003, diventando la più calda dal 1958

Estate 2026 da record, a Novara ben 65 notti tropicali: è il dato più alto del Piemonte

Quella del 2026 è stata l’estate più calda mai registrata in Piemonte dall’inizio della serie storica regionale, nel 1958. A certificarlo è Arpa Piemonte, che segnala dati particolarmente significativi anche per Novara: nel capoluogo sono state registrate 65 notti tropicali, il numero più alto fra tutte le città piemontesi.

Per notte tropicale si intende una notte durante la quale la temperatura minima rimane superiore ai 20 gradi. Un parametro che restituisce in modo immediato il disagio provocato dal caldo, soprattutto nei centri urbani, dove edifici e superfici asfaltate rilasciano durante la notte il calore accumulato nelle ore diurne.

A Novara minime vicine ai 27 gradi

Durante l’estate 2026 sono stati numerosi anche i record relativi alle temperature minime giornaliere più elevate. Nei termometri collocati nei centri urbani di Novara, Verbania e Torino via della Consolata sono stati rilevati valori prossimi o pari a 27 gradi.

Il dato evidenzia come una delle caratteristiche più rilevanti della stagione sia stata proprio la difficoltà di trovare sollievo nelle ore notturne. In tutti i capoluoghi piemontesi si sono inoltre verificate quattro ondate di calore, la prima delle quali era cominciata già nel mese di maggio.

La seconda ha interessato la seconda metà di giugno, con una prevalenza del livello 3 rosso di disagio bioclimatico. Una terza ondata, meno intensa, si è verificata a luglio, mentre quella iniziata alla fine dello stesso mese e proseguita oltre la metà di agosto è risultata la più lunga.

Superato il record dell’estate 2003

Nel complesso, tra il 1° giugno e il 31 agosto, la temperatura media regionale è stata di 21,6 gradi, superiore di 3,1 gradi rispetto alla media climatica del periodo 1991-2020.

L’estate 2026 ha così superato di mezzo grado il precedente primato, stabilito nel 2003 e rimasto imbattuto per oltre vent’anni. Il record è stato favorito da temperature costantemente elevate durante tutti e tre i mesi: giugno e agosto si sono classificati al secondo posto tra i più caldi della serie storica, alle spalle degli stessi mesi del 2003, mentre luglio è stato secondo soltanto a quello del 2015.

Nel 2003, invece, luglio si era fermato al quattordicesimo posto della graduatoria dei mesi più caldi. È stata proprio questa differenza a determinare il superamento del precedente record.

L’anomalia termica positiva si è mantenuta quasi costante per tutta la stagione: soltanto otto dei 92 giorni estivi hanno registrato temperature inferiori alla norma. Il giorno più fresco è stato il 5 giugno, con una media regionale delle minime di 10,1 gradi. La giornata più calda è stata invece il 30 luglio, quando la media delle temperature massime sull’intero Piemonte ha raggiunto i 30,9 gradi.

Quattro ondate di calore in tutti i capoluoghi

In tutte le città capoluogo i giorni tropicali, quelli con una temperatura massima superiore ai 30 gradi, sono stati più numerosi della media. Il valore più elevato è stato registrato ad Alessandria, con 82 giornate.

Eccezionale anche il numero dei giorni torridi, caratterizzati da massime oltre i 35 gradi. Un fenomeno che normalmente riguarda poche giornate all’anno, ma che nell’estate 2026 ha raggiunto quota 47 ad Alessandria e 42 a Torino.

In Piemonte i termometri hanno superato anche la soglia dei 40 gradi: è accaduto ad Alessandria Lobbi il 28 giugno e ad Acqui Terme il 30 luglio e il 4 e 5 agosto. Nel 2003, tuttavia, i superamenti dei 40 gradi erano stati rilevati in 22 stazioni distribuite in cinque province.

Caldo persistente e forti temporali

Secondo Arpa Piemonte, il primato è stato causato dalla presenza sul Mediterraneo di un vasto e persistente promontorio anticiclonico di origine africana, che ha convogliato sul Piemonte aria calda e umida proveniente da sudovest.

La stabilità atmosferica è stata interrotta in più occasioni dall’arrivo di aria più fresca in quota, che ha favorito lo sviluppo di temporali intensi, accompagnati anche da grandinate di grosse dimensioni e forti raffiche di vento. I fenomeni più violenti si sono verificati all’inizio e alla fine di giugno, tra il 10 e l’11 luglio, il 3 agosto e nell’ultima decade del mese.

Le temperature elevate e la siccità persistente hanno inoltre favorito l’innesco e la propagazione di diversi incendi boschivi. Tra le zone interessate figurano anche Premosello e la valle Anzasca nel Verbano-Cusio-Ossola, oltre a Valprato, Cravagliana, il monte Barone nel Biellese e Mornese, in provincia di Alessandria. Le precipitazioni diffuse arrivate alla fine della seconda decade di agosto agosto hanno infine contribuito allo spegnimento dei roghi.