La novità è stata discussa in Consiglio: il Museo Usellini di Arona aprirà il 26 settembre e diventerà anche un polo di inclusione sociale.
Al Museo Usellini nascerà un polo di inclusione sociale
Il 26 settembre Arona inaugurerà il Museo d’arte moderna e contemporanea “Fanny Usellini”, ospitato nei locali recuperati dell’ex Macello, che assumerà anche la denominazione di “Polo di inclusione sociale”. L’integrazione della denominazione è stata al centro di uno dei punti discussi durante il Consiglio dello scorso 31 luglio. La proposta è stata approvata con 10 voti favorevoli e 4 astenuti, insieme al regolamento.
A spiegare le ragioni della modifica è stato il sindaco Alberto Gusmeroli: “In sede di atto notarile di donazione, siccome sono avvenuti dei fatti nuovi di cui non possiamo dare notizia per ora, abbiamo deciso di cambiare la denominazione e di inserire “polo di inclusione sociale”. Quindi ratifichiamo queste modifiche” all’atto notarile di donazione sottoscritto lo scorso 13 luglio.
La vera sfida è l’inclusione attiva
A sottolineare la particolare natura del progetto è stata l’assessore esterno Alessandra Marchesi: “Non stiamo aprendo un contenitore di 556 opere d’arte del Novecento e contemporanee, ma la vera sfida e forza di questo progetto è la sua forte mission di inclusione attiva”. L’assessore è quindi intervenuta sul regolamento per l’approvazione definitiva e il funzionamento della struttura e i diversi ruoli nella gestione. “Il regolamento che approviamo definisce nel dettaglio proprio questo modello innovativo – ha sottolineato – Al professor Sansonetti viene affidato per dieci anni l’incarico di curatore e conservatore, come previsto dalla donazione modale già approvata in Consiglio. La sua figura opererà senza portafoglio, mantenendo una piena e riconosciuta autonomia tecnico-scientifica; mentre la gestione amministrativa e i poteri di spesa resteranno in capo al Dirigente del Comune. Il bar e i servizi di accoglienza saranno invece oggetto di un partenariato con un ente del terzo settore”, ovvero la Cooperativa Il Ponte.
L’iter da seguire per l’Amministrazione
“Stiamo terminando la fase di coprogettazione definita dagli atti e a breve passeremo, con un apposito atto di giunta, alla stipula della convenzione”. Il Museo sarà dunque anche uno strumento concreto di inclusione. “Questo permetterà di trasformare il bar e i servizi museali in uno strumento concreto di inserimento lavorativo ed educativo per le persone adulte con disabilità o in condizioni di fragilità, attraverso tirocini e percorsi di autonomia”. Il funzionamento del museo sarà garantito dalle risorse stanziate nel bilancio comunale. “La struttura è pensata per essere un luogo vivo e dinamico, arricchito da laboratori per le scuole, didattica ed eventi restituendo così alla cittadinanza un’area qualificata capace di coniugare l’alta cultura con il Welfare di comunità”.