Divieti e limitazioni

Lago d’Orta, approvato il regolamento unico per la pesca: stesse regole sulle due sponde

Provincia di Novara e Vco condividono una disciplina uniforme per l’intero bacino

Lago d’Orta, approvato il regolamento unico per la pesca: stesse regole sulle due sponde

Regole uniformi per la pesca su tutto il Lago d’Orta, indipendentemente dalla provincia in cui ci si trova. Il Consiglio provinciale di Novara ha approvato lo scorso 30 luglio il nuovo regolamento per l’esercizio della pesca nel lago, elaborato sulla base delle disposizioni concordate con la Provincia del Verbano-Cusio-Ossola.

Il provvedimento supera così la presenza di regole differenti tra le due sponde provinciali: pescatori, associazioni e altri soggetti interessati potranno fare riferimento alle stesse disposizioni sull’intero bacino.

La scelta nasce dalla volontà condivisa delle due Province di rafforzare la tutela della fauna ittica e dell’ecosistema lacustre, attraverso una gestione coordinata di un ambiente naturale unitario che, sottolineano gli enti, non può essere amministrato efficacemente secondo criteri differenti in base ai confini territoriali.

Niente pesca professionale nel Lago d’Orta

Il nuovo regolamento conferma la classificazione del Lago d’Orta come “acqua principale” e non consente la pesca professionale, privilegiando invece una pratica dilettantistica e ricreativa compatibile con la tutela dell’ambiente.

Una scelta che tiene conto anche della particolare storia ambientale del bacino: dopo la quasi completa scomparsa della popolazione ittica, il lago è riuscito nel tempo a ricostituire la propria fauna grazie agli interventi di riqualificazione ambientale.

Le nuove disposizioni stabiliscono in maniera omogenea gli attrezzi utilizzabili, le modalità di pesca, i periodi di divieto, le misure minime e i limiti di cattura per le principali specie presenti.

Particolare attenzione viene riservata alle specie autoctone e all’equilibrio biologico del lago. Per alcune specie sono previste specifiche limitazioni al prelievo oppure il divieto di trattenimento fino alla fine del 2026.

Il regolamento vieta inoltre, durante l’azione di pesca, l’impiego di ecoscandagli e tecnologie avanzate in grado di individuare in tempo reale la posizione e i movimenti dei pesci.

Il percorso ha ottenuto anche il consenso delle Prefetture di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola, contribuendo alla definizione di un quadro comune e coordinato. L’uniformità delle disposizioni, secondo la Provincia, permetterà inoltre di rendere più semplice l’applicazione delle regole, agevolarne il rispetto e favorire controlli maggiormente coordinati.

Caccia: «Il Lago d’Orta richiede una visione comune»

«L’approvazione del regolamento unico è il risultato di un importante lavoro istituzionale tra territori che condividono lo stesso patrimonio naturale – dichiara il Presidente della Provincia di Novara, Marco Caccia –. Il Lago d’Orta richiede una visione comune, capace di andare oltre i confini amministrativi e di mettere al centro la tutela dell’ambiente, la chiarezza delle regole e la responsabilità verso le generazioni future. La collaborazione con la Provincia del Verbano-Cusio-Ossola e la condivisione raggiunta con le Prefetture dimostrano che, attraverso il dialogo tra enti, è possibile costruire soluzioni più semplici, efficaci e coerenti con le caratteristiche del territorio».

La gestione della pesca viene quindi ricondotta a una visione complessiva del lago, con l’obiettivo di salvaguardare le specie presenti, l’equilibrio biologico delle acque e la sostenibilità dei prelievi.

«La fauna ittica e l’ecosistema del Lago d’Orta costituiscono un unico patrimonio, indipendentemente dalla sponda sulla quale ci si trova – sottolinea Giuseppe Maio, Consigliere provinciale delegato a Caccia e pesca –. Disporre di regole condivise permette di programmare la gestione in modo più razionale, tutelare con maggiore efficacia le specie presenti e fornire indicazioni chiare e uniformi a chi pratica la pesca. È un risultato maturato attraverso il confronto tra enti e territori, con l’obiettivo di conciliare l’attività alieutica con la conservazione dell’equilibrio naturale del lago».

Un modello anche per il Lago Maggiore

Secondo la Provincia di Novara, l’esperienza del Lago d’Orta può assumere un significato più ampio e diventare un precedente utile per altri bacini nei quali convivono discipline territoriali differenti.

Il riferimento è in particolare al Lago Maggiore, dove attualmente sono presenti diversi sistemi normativi: quello piemontese, quello lombardo, la disciplina svizzera e il cosiddetto Codice Borromeo.

Pur trattandosi di un contesto più complesso, il percorso seguito sul Lago d’Orta viene indicato come una possibile direzione da seguire per arrivare progressivamente a regole maggiormente coordinate e omogenee, con l’obiettivo di tutelare l’ambiente, garantire maggiore chiarezza ai pescatori e favorire una gestione condivisa dell’intero ecosistema lacustre.