Comunicato

Siccità, alpeggi del Vco a secco: il bestiame potrebbe scendere a valle con un mese di anticipo

Coldiretti Novara-Vco: «Mai successo così presto». In quota l’erba è bruciata e in alcuni casi manca l’acqua per gli animali. A rischio anche l’erba rara legata al Bettelmatt, mentre a valle salterà il secondo sfalcio

Siccità, alpeggi del Vco a secco: il bestiame potrebbe scendere a valle con un mese di anticipo

La siccità mette in ginocchio gli alpeggi del Vco e potrebbe costringere gli allevatori ad anticipare di almeno un mese la discesa del bestiame a valle. Una demonticazione così precoce, sottolinea Coldiretti Novara-Vco, non si era mai verificata.

Siccità, alpeggi del Vco a secco

La scarsità d’acqua e la drastica riduzione dell’erba disponibile stanno infatti rendendo sempre più difficile la permanenza degli animali in quota, con pesanti conseguenze per le aziende zootecniche, chiamate a sostenere maggiori costi mentre diminuiscono le disponibilità di foraggio.

Secondo il quadro tracciato da Coldiretti, negli alpeggi l’erba è ormai bruciata e in alcuni casi manca persino l’acqua necessaria agli animali. Le conseguenze del clima torrido interessano anche le produzioni più caratteristiche del territorio: sta infatti scarseggiando l’erba rara fondamentale per conferire il particolare sapore al Bettelmatt.

Una situazione difficile che non riguarda soltanto l’alta quota. Anche a fondovalle i prati sono sempre più secchi e, secondo Coldiretti, di fatto non ci sarà il secondo sfalcio. Questo comporterà una forte riduzione della quantità di foraggio disponibile per alimentare gli animali durante i mesi autunnali e invernali.

«Stiamo attraversando un momento decisamente preoccupante e mai visto prima – affermano il presidente di Coldiretti Novara-Vco Fabio Tofi, il vicepresidente Massimiliano Ottone e il direttore Domenico Pautasso –. Si tratta della prima volta che i nostri allevatori sono costretti a scendere dall’alpeggio con almeno un mese di anticipo».

A complicare ulteriormente il quadro sono stati gli incendi che hanno interessato l’Ossola, coinvolgendo anche aree destinate al pascolo e aggravando così le difficoltà degli allevatori.

Coldiretti ricorda inoltre di aver ottenuto l’attivazione dello stato di emergenza e di aver chiesto alla Regione di mantenere le misure previste dalla Pac. «Sarebbe assurdo rischiare di perdere i sostegni previsti per le attività svolte in aree svantaggiate a causa di un andamento climatico anomalo: se ciò accadesse, sarebbe inaccettabile», sottolineano Tofi, Ottone e Pautasso.

Per i vertici dell’associazione la situazione rende necessario intervenire anche sul lungo periodo. «Quello che è certo è che il clima sta cambiando e serve una pianificazione seria per poter affrontare le emergenze legate alla siccità: costruire invasi e ammodernare la rete idrica che disperde una quantità d’acqua inaccettabile», concludono.