Emergenza

Siccità in Piemonte, più acqua dalla Svizzera e ristori ai Comuni: 109 centri riforniti con le autobotti

La portata del Tresa è salita da circa 3 a 8 metri cubi al secondo. Oltre 4mila viaggi delle autobotti, mentre 163 Comuni hanno già emanato ordinanze per il risparmio idrico

Siccità in Piemonte, più acqua dalla Svizzera e ristori ai Comuni: 109 centri riforniti con le autobotti

Più acqua dalla Svizzera verso il Piemonte, ristori in arrivo per le spese sostenute dai Comuni e stato di emergenza regionale per gli incendi boschivi esteso all’intero territorio piemontese. Sono le misure messe in campo dalla Regione per fronteggiare una situazione che resta critica sul fronte della siccità e degli incendi.

Siccità in Piemonte, più acqua dalla Svizzera

Intanto continua ad aumentare il numero dei Comuni costretti a ricorrere alle autobotti per garantire l’approvvigionamento idrico: erano circa 70 e sono diventati 109, con oltre 4mila viaggi effettuati.

Il quadro è emerso oggi, mercoledì 12 agosto, durante la riunione dell’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica, coordinata dal direttore generale della Regione Piemonte Angelo Robotto e alla quale hanno partecipato in videocollegamento le Direzioni regionali Giunta, Agricoltura, Opere pubbliche e Protezione civile, Ambiente, Commercio, Arpa Piemonte, Prefetture, Province, enti di gestione delle Aree protette piemontesi, Anbi Piemonte, enti di governo e gestione del servizio idrico integrato, associazioni agricole e altri soggetti impegnati sul fronte dell’emergenza.

Il Tresa passa da 3 a 8 metri cubi al secondo

Un primo risultato arriva dall’interlocuzione avviata dal presidente della Regione Alberto Cirio e dall’assessore all’Ambiente Matteo Marnati con la Svizzera. Dopo la riunione dell’organismo bilaterale è stato infatti incrementato il rilascio d’acqua verso il Piemonte.

Secondo i dati illustrati dal direttore generale di Arpa Piemonte Secondo Barbero, la portata del Tresa a Ponte Tresa è passata da circa 3 a circa 8 metri cubi al secondo.

«Avevamo detto che sull’emergenza idrica si poteva intervenire chiedendo aiuto alla Svizzera. Nei giorni scorsi abbiamo chiesto di aumentare i rilasci d’acqua e oggi quel lavoro ha prodotto un primo risultato concreto: la portata del Tresa è passata da circa 3 a 8 metri cubi al secondo», dichiarano il presidente Cirio e gli assessori Matteo Marnati all’Ambiente, Paolo Bongioanni all’Agricoltura e Marco Gabusi alla Protezione civile.

«Questa misura è acqua in più per il nostro territorio e oggi ogni metro cubo conta – aggiungono –. Abbiamo attivato tutte le leve possibili per affrontare questa emergenza e i primi risultati stanno arrivando».

«Questo pressing ha avuto effetto anche in concreto», ha sottolineato Barbero mostrando i dati aggiornati in tempo reale.

Parallelamente la Regione sta lavorando anche sul bacino del Toce, attraverso una valutazione congiunta con Enel, per verificare la possibilità di aumentare ulteriormente la disponibilità di acqua.

Ristori per autobotti e interventi urgenti

L’altro fronte riguarda le risorse economiche destinate ai territori. Dopo l’estensione a tutto il Piemonte dello stato di emergenza regionale anche per gli incendi boschivi, saranno adottate ordinanze del presidente Cirio per individuare gli interventi per i quali è stata richiesta la copertura attraverso il Fondo regionale di Protezione civile.

La copertura potrà riguardare sia gli interventi di assistenza alla popolazione, a partire dal servizio delle autobotti reso necessario dal deficit idrico, sia gli interventi disposti in somma urgenza dai Comuni per fronteggiare l’emergenza incendi.

«Ristoreremo le spese per le autobotti e per gli interventi urgenti, perché i sindaci che stanno affrontando questa emergenza devono sapere che la Regione è al loro fianco – spiegano Cirio, Marnati, Bongioanni e Gabusi –. Con i miei assessori e insieme al Governo stiamo lavorando per individuare gli strumenti necessari a sostenere le nostre imprese».

Siccità severa, precipitazioni in calo del 55%

I dati aggiornati restituiscono un quadro particolarmente difficile. Sono 163 i Comuni piemontesi che hanno già emanato ordinanze per il risparmio idrico, ai quali se ne aggiungono altri 94 ai quali è stata richiesta l’adozione del provvedimento.

I Comuni riforniti attraverso le autobotti sono invece saliti a 109, con complessivamente oltre 4mila viaggi effettuati.

Negli ultimi tre mesi, da maggio a luglio, le precipitazioni hanno registrato un’anomalia negativa del 55%. Nella prima decade di agosto sono caduti mediamente sul Piemonte 18 millimetri di pioggia, contro una media di 27.

Gli indicatori evidenziano una situazione di siccità severa praticamente sull’intero territorio regionale. Nella prima decade di agosto le portate dei corsi d’acqua hanno inoltre fatto registrare un deficit che, nel dato di sintesi presentato da Arpa, raggiunge l’83% rispetto ai valori storici.

Secondo le previsioni di Arpa, dalla prossima settimana aumenterà la probabilità di temporali e rovesci, soprattutto sull’arco alpino.

Incendi, il ringraziamento ai soccorritori

Nel corso della riunione il comandante regionale dei Vigili del Fuoco Alessandro Paola ha riepilogato gli interventi effettuati nelle ultime settimane sui diversi fronti, dall’area metropolitana di Torino al Biellese e Vercellese, fino al Vco e all’Alessandrino. Eventi intensi che hanno richiesto una risposta coordinata con il sistema regionale di Protezione civile e con il Dipartimento nazionale, che ha messo a disposizione anche la flotta aerea, compreso l’elicottero Erickson.

Il presidente Cirio ha infine rivolto un ringraziamento alle forze impegnate nell’emergenza: «A nome mio e dei piemontesi vogliamo dire grazie ai Vigili del Fuoco, al Corpo AIB, alla Protezione civile e a tutti i volontari che da settimane lavorano senza sosta contro gli incendi che stanno colpendo il Piemonte. Stanno facendo un lavoro straordinario, spesso in condizioni molto difficili, per proteggere le persone, i nostri paesi e il nostro territorio. A loro va la gratitudine di tutto il Piemonte».