Lo stato di emergenza regionale per gli incendi boschivi viene esteso all’intero Piemonte. La Giunta regionale ha approvato oggi la delibera che amplia a tutte le province il provvedimento dichiarato lo scorso 3 agosto, quando l’emergenza riguardava esclusivamente i territori delle province di Torino, Vercelli e Verbano Cusio Ossola.
L’estensione riguarda dunque ora anche le province che non erano comprese nel provvedimento del 3 agosto, tra cui quella di Novara.
La decisione arriva alla luce dell’evoluzione degli incendi che, a partire dal mese di giugno, hanno progressivamente interessato tutte le province piemontesi. Una situazione che ha richiesto un impegno diffuso e continuativo del sistema regionale di Protezione civile, del Corpo volontari Aib Piemonte, dei Vigili del Fuoco e delle altre componenti operative impegnate nelle attività di spegnimento, assistenza alla popolazione e messa in sicurezza del territorio.
Un unico quadro di emergenza per tutto il Piemonte
Con la nuova delibera viene quindi aggiornato il perimetro territoriale dello stato di emergenza già in vigore, adeguandolo all’effettiva estensione del fenomeno.
L’obiettivo è ricomprendere all’interno dello stesso quadro emergenziale tutti gli incendi boschivi riconducibili alle eccezionali condizioni meteoclimatiche che stanno interessando il Piemonte, garantendo così le stesse possibilità di intervento e sostegno alle diverse aree coinvolte.
«Con questa decisione garantiamo che tutti i territori piemontesi colpiti dagli incendi possano essere trattati all’interno dello stesso quadro emergenziale e con le stesse opportunità di intervento e sostegno – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Protezione civile Marco Gabusi –. Fin dall’inizio abbiamo seguito l’evoluzione della situazione giorno dopo giorno, lavorando al fianco dei sindaci, dei volontari Aib, dei Vigili del Fuoco e di tutte le strutture impegnate sul territorio».
«Oggi compiamo un ulteriore passo – concludono Cirio e Gabusi – per assicurare che nessuna comunità venga esclusa dagli strumenti previsti per la gestione dell’emergenza».