Personaggio

Da 61 anni dietro il bancone: la storia di Pio Apicella, protagonista del commercio oleggese

Dalla pizzeria Splendor al Marechiaro, fino allo storico bar "da Pio": il percorso dell'imprenditore arrivato da Tramonti

Da 61 anni dietro il bancone: la storia di Pio Apicella, protagonista del commercio oleggese

Sessantuno anni di lavoro, sempre a contatto con la gente. È il traguardo raggiunto da Pio Apicella, classe 1939, originario di Tramonti, in provincia di Salerno, ma oleggese d’adozione da oltre mezzo secolo.

Da 61 anni dietro il bancone: la storia di Pio Apicella

Il 1° marzo 1965 aprì infatti la pizzeria Splendor in via Valle, dando inizio a una lunga storia imprenditoriale che ancora oggi continua.

«Aveva scelto Oleggio – racconta il secondogenito Andrea Apicella – perché era molto amico della famiglia Giordano, nostri compaesani che si erano trasferiti qui per aprire un caseificio».

Quella degli Apicella è anche la storia di tre fratelli che, dopo aver lavorato nelle stagioni estive in Versilia, decisero di portare la tradizione della pizza campana nel Nord Italia. Prima di arrivare a Oleggio, Pio aveva lavorato nei primi anni Sessanta alla storica pizzeria Santa Lucia di Novara, aperta dal fratello Gennaro, contribuendo a far conoscere ai novaresi la pizza di Tramonti. Proprio a Novara conobbe anche la futura moglie Marta, di origini mantovane. Il terzo fratello, Antonio, aveva invece aperto una pizzeria a Mortara.

Il successo della Splendor portò presto alla necessità di un locale più grande. Nacque così, in piazza Martiri, la pizzeria Marechiaro, che divenne un punto di riferimento per tanti oleggesi.

La svolta arrivò nel 1984, quando Pio decise di lasciare il mestiere di pizzaiolo per aprire il bar Ai Portici, conosciuto da tutti semplicemente come “da Pio”. Accanto a lui e alla moglie Marta entrarono nell’attività anche i figli Mauro e Andrea, insieme alla nuora Sara, dando continuità a un’attività rimasta a conduzione familiare.

Ancora oggi, nonostante l’età, Pio e Marta continuano a essere presenti ogni giorno nel locale. «Per nostro padre sarebbe impossibile non stare più tra la gente, la vivrebbe come una condanna – racconta Andrea –. Sia io che mio fratello abbiamo iniziato molto presto a dare una mano nel bar, portando i vassoi».

L’impegno di Pio Apicella non si è limitato all’attività imprenditoriale. Negli anni Ottanta è stato presidente dell’Associazione Commercianti di Oleggio e successivamente consigliere, entrando a far parte degli storici presidenti Ascom della città. Un testimone raccolto poi proprio dal figlio Andrea, che ha guidato l’associazione dal 2019 al 2024.

Qual è il segreto di una storia lunga oltre sei decenni? «Quando uno svolge il proprio lavoro con dedizione, amore e passione, i clienti lo capiscono e non fanno mai mancare il proprio sostegno – conclude Andrea –. Oggi sono sempre meno le attività a conduzione familiare che possono vantare una simile longevità, ma noi continuiamo con la stessa passione e lo stesso spirito che ci ha trasmesso nostro padre».