Occupazione

Stato di agitazione alla Radici Chimica: in vista 140 licenziamenti

I sindacati sono pronti a dare battaglia e nel frattempo si muovono per l'ottenimento della cassa integrazione straordinaria

Stato di agitazione alla Radici Chimica: in vista 140 licenziamenti

I sindacati dei lavoratori dello stabilimento di via Fauser hanno dichiarato lo stato di agitazione dopo che l’azienda aveva annunciato il licenziamento di 140 dipendenti.

Avviata la procedura per il licenziamento di 140 dipendenti

Brutte notizie per i lavoratori dello stabilimento Radici Chimica di via Fauser a Novara. L’azienda, recentemente interessata da un’operazione di acquisizione da parte del fondo americano Lone Star, avrebbe avviato la procedura per il licenziamento collettivo di circa metà dei dipendenti attivi nello stabilimento novarese: 140 lavoratori.

I licenziamenti riguarderebbero nello specifico il personale impiegato negli impianti dedicati alla produzione di acido nitrico, acido adipico tecnico e acido adipico puro, oltre agli addetti delle lavorazioni a giornata collegate, ai reparti qualità e logistica.

La reazione delle rappresentanze sindacali

I rappresentanti sindacali dei lavoratori hanno dunque proclamato lo stato di agitazione, organizzando numerose assemblee nello stabilimento e annunciando l’inizio di una battaglia destinata a durare almeno qualche mese. Le richieste dei sindacati ruotano intorno all’ottenimento della cassa integrazione straordinaria. Alcuni dei lavoratori interessati dal provvedimento potrebbero inoltre essere indirizzati verso la pensione e altri ricollocati. Nel frattempo l’azienda sarà chiamata a chiarire le modalità e i tempi del nuovo piano industriale e a trovare un accordo con i sindacati.

Il Pd: “Piena solidarietà ai lavoratori. Pronti a portare il nostro sostegno in ogni sede istituzionale”

Non si sono fatte attendere le reazioni del mondo politico, soprattutto nel campo delle opposizioni. “La notizia della chiusura di quattro impianti di produzione della Radici Chimica, con il drammatico dimezzamento della forza lavoro all’interno del polo industriale di Novara, rappresenta un colpo durissimo per la nostra provincia, per l’economia del territorio e, soprattutto, per decine di famiglie che oggi si ritrovano in una situazione di angosciante incertezza”.
Con queste parole il Segretario Regionale del Partito Democratico e Consigliere Regionale, Domenico Rossi, e il Segretario Provinciale del Pd di Novara, Rossano Pirovano, intervengono sulla grave crisi industriale che ha colpito l’impianto novarese.
“Esprimiamo la nostra totale e incondizionata solidarietà alle lavoratrici, ai lavoratori e a tutte le rappresentanze sindacali coinvolte – proseguono gli esponenti dem – di fronte a una decisione aziendale di tale gravità, che impoverisce drasticamente il tessuto produttivo locale, la politica e le istituzioni non possono limitarsi a prendere atto della situazione”.
Il Partito Democratico annuncia un’azione coordinata per affrontare l’emergenza: “Garantiamo il nostro massimo impegno a tutti i livelli istituzionali – dicono dal partito – per approfondire tempestivamente i contorni di questa crisi aziendale e supportare le richieste dei lavoratori. Ci muoveremo in totale sinergia: attiveremo i nostri rappresentanti a livello comunale per portare la questione all’attenzione delle amministrazioni locali e, parallelamente, interverremo in Consiglio Regionale per chiedere alla Giunta di attivarsi immediatamente”.

Il Movimento 5 Stelle: “Novara ha bisogno di una politica lungimirante per il lavoro e lo sviluppo industriale”

Immediata anche la reazione del capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale Mario Iacopino. “Il mio primo pensiero – dice – va ai lavoratori della Radici Chimica e alle loro famiglie, che negli ultimi mesi stanno vivendo un periodo di grande incertezza, segnato anche dall’annuncio di 140 esuberi. Dietro questi numeri ci sono persone, famiglie e professionalità che meritano attenzione, rispetto e vicinanza”.

“Novara è una città con una forte vocazione industriale – prosegue Iacopino – per questo non possiamo interessarci delle nostre aziende solo quando emerge una criticità. Le istituzioni devono accompagnare costantemente le imprese, i lavoratori e le organizzazioni sindacali, seguendo l’evoluzione dei piani industriali e favorendo il mantenimento dell’occupazione e
delle competenze sul territorio».
Secondo il Movimento 5 Stelle, è necessario rafforzare anche il ruolo del Comune nelle politiche economiche e del lavoro.
“Oggi esiste un assessorato con deleghe all’industria, ma riteniamo che una città come Novara abbia bisogno di un assessorato con una missione più ampia e strategica, dedicato alle politiche del lavoro e allo sviluppo industriale. Un punto di riferimento capace
di dialogare stabilmente con aziende, lavoratori, organizzazioni sindacali, università e associazioni di categoria, monitorando le trasformazioni del tessuto produttivo e costruendo una visione per il futuro”.
Iacopino conclude: «Lo sviluppo di una città non si misura soltanto dal numero di capannoni costruiti o dall’espansione della logistica. Novara ha bisogno di una politica industriale capace di valorizzare le imprese che innovano, investono e creano occupazione
di qualità. Difendere il lavoro significa guardare oltre l’emergenza e costruire il futuro economico della nostra città. È questa la sfida che la politica deve raccogliere”.