Indagine

Finto carabiniere rapinò un’anziana in casa e le ruppe due costole: arrestato dopo mesi di fuga

La vittima, un'ultraottantenne di Novara, era stata raggirata con la truffa del falso appartenente alle Forze dell'Ordine e derubata di contanti e gioielli per oltre 30mila euro

Finto carabiniere rapinò un’anziana in casa e le ruppe due costole: arrestato dopo mesi di fuga

È stato arrestato il presunto autore della violenta rapina ai danni di un’anziana ultraottantenne di Novara, avvenuta lo scorso 5 febbraio all’interno della sua abitazione, nel centro cittadino.

Finto carabiniere rapina un’anziana in casa

Si tratta di un 30enne campano, residente in Emilia-Romagna ma di fatto domiciliato a Napoli, pluripregiudicato per reati contro il patrimonio e la persona.

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, la donna era stata contattata telefonicamente da un sedicente appartenente alle Forze dell’Ordine, che le aveva riferito che i suoi dati personali erano stati rubati e che risultava indagata per un presunto furto di preziosi avvenuto in una gioielleria cittadina. Per convincerla, il truffatore le aveva annunciato l’arrivo di un collega incaricato di ritirare denaro e gioielli custoditi in casa per una verifica, assicurandole che le sarebbero stati restituiti qualora non fossero risultati compatibili con quelli rubati.

Pochi minuti dopo, mentre la vittima era ancora al telefono, un giovane si è presentato alla porta qualificandosi come carabiniere. Una volta entrato nell’abitazione, si è fatto aprire la cassaforte e ha portato via contanti e gioielli per un valore stimato in oltre 30 mila euro. Prima di fuggire ha inoltre spinto violentemente l’anziana, facendola cadere a terra e provocandole la frattura composta di due costole, con una prognosi di 30 giorni.

L’indagine e l’arresto

Le indagini della Squadra Mobile di Novara, supportate dall’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza cittadini, hanno permesso di ricostruire gli spostamenti del rapinatore. Gli investigatori hanno accertato che era arrivato nei pressi dell’abitazione della vittima a bordo di un taxi e che, dopo il colpo, si era allontanato a piedi.

Gli accertamenti hanno quindi consentito di identificarlo. Sulla base dei gravi indizi raccolti, il 23 febbraio il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Novara, su richiesta della Procura, aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Quando gli agenti della Squadra Mobile si sono recati a Napoli per eseguire il provvedimento, il trentenne si era però già reso irreperibile, presumibilmente rifugiandosi all’estero.

La fuga si è conclusa venerdì 3 luglio, quando il giovane, proveniente dalla Germania, è stato controllato dal personale della Polizia Ferroviaria di Venezia. Una volta accertata la sua identità, è stata eseguita la misura cautelare ed è stato accompagnato in carcere.

La Polizia di Stato coglie l’occasione per rinnovare l’appello ai cittadini, in particolare alle persone anziane, a diffidare di telefonate di questo tipo. Le Forze dell’Ordine ricordano che nessun operatore chiederà mai la consegna di denaro o gioielli e invitano, in caso di richieste sospette, a contattare immediatamente il Numero unico di emergenza 112, preferibilmente utilizzando un telefono cellulare.