Si addensano nubi sul futuro estivo degli impianti della Val Vigezzo e della Val Formazza. Il Consiglio di amministrazione della V&F S.r.l. (già Vigezzo & Friends), società che gestisce i comprensori in Val Vigezzo, Val Formazza e Valle Antrona, mercoledì 1 luglio ha depositato al Tribunale di Verbania l’istanza di liquidazione giudiziale della società.
Crisi V&F, stop agli impianti
Una decisione maturata dopo mesi di verifiche sulla situazione economico-finanziaria dell’azienda. Il nuovo CdA, insediatosi l’11 febbraio 2026, ha spiegato di aver valutato ogni possibile alternativa alla procedura concorsuale, ma di aver riscontrato una situazione più complessa e grave rispetto a quanto inizialmente prospettato.
«Fin dai primi giorni successivi all’insediamento – spiegano dalla società – le verifiche svolte sulla situazione aziendale hanno fatto emergere un quadro significativamente più grave e complesso. La Società si è trovata infatti a fronteggiare una situazione caratterizzata da un livello di indebitamento commerciale non sostenibile, da una gravissima crisi di liquidità, da numerose azioni esecutive promosse dai creditori e da rilevanti criticità operative».
Una situazione che ha richiesto interventi immediati anche per garantire la sicurezza dei lavoratori e la continuità degli impianti. Nel frattempo sono stati avviati tavoli istituzionali con i Comuni coinvolti, le Unioni Montane, la Provincia del Verbano Cusio Ossola e la Regione Piemonte.
Parallelamente, la società ha portato avanti una ricerca di investitori e partner industriali interessati a garantire la prosecuzione delle attività. Un percorso che, secondo V&F, avrebbe portato a un primo risultato concreto: l’individuazione di una cordata di imprenditori del territorio pronta a investire per il rilancio delle stazioni della Valle Vigezzo, della Val Formazza e della Valle Antrona.
«È prevedibile che si renda necessario un periodo temporaneo di interruzione delle attività – sottolineano dalla società –. Si tratta tuttavia di una fase transitoria che rappresenta il passaggio necessario per consentire una ripartenza su basi solide, sostenibili e adeguatamente patrimonializzate».
Resta quindi incerto il destino immediato degli impianti, tra cui la cabinovia della Piana e la seggiovia del Sagersboden, ferme in attesa degli sviluppi della procedura e delle prospettive di rilancio affidate alla nuova compagine imprenditoriale interessata a intervenire.