Una comunità riunita nel segno della memoria, del rispetto e dell’impegno contro la violenza di genere. Nella giornata di sabato 6 giugno Oleggio ha intitolato la panchina rossa del piazzale Belvedere Alpini a Simona Melchionda, giovane donna vittima di femminicidio nel 2010, in una cerimonia intensa e partecipata che ha coinvolto cittadini, associazioni, istituzioni e familiari.
Nella foto di apertura la famiglia Melchionda davanti alla panchina rossa
Oleggio dedica una panchina rossa a Simona Melchionda
L’iniziativa rappresenta il punto di arrivo di un percorso condiviso che ha preso forma grazie alla mozione presentata dal gruppo consiliare Oleggio Grande e successivamente approvata all’unanimità dal Consiglio comunale. Un passaggio che ha assunto un significato particolare, come ha sottolineato la vice sindaco Alessandra Balocco nel suo intervento:
«È una scelta che il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità e questo significa che a esprimersi è una comunità intera, al di là delle appartenenze e delle differenze. Significa che Oleggio si riconosce in un messaggio comune e in una memoria che appartiene a tutti»
Parole che hanno accompagnato il ricordo di una ferita ancora viva nella storia della città. Balocco ha definito l’omicidio di Simona Melchionda come un evento che «ha profondamente scosso la comunità», ripercorrendo quei giorni segnati dall’attesa e dalla speranza, seppur fragile, e poi dall’arrivo della terribile notizia in una calda giornata di giugno.
«In quel momento abbiamo preso coscienza che la violenza contro le donne non è una realtà lontana da noi», ha ricordato l’assessora, evidenziando come da quella tragedia sia nata una consapevolezza più profonda. Un dolore che nel tempo si è trasformato in impegno concreto, contribuendo ad accendere l’attenzione della città sui temi della prevenzione, della sensibilizzazione e del contrasto alla violenza di genere, dando vita a molteplici iniziative di sensibilizzazione.

La mattinata si era aperta con un partecipato flash mob che, partendo dal centro cittadino, ha attraversato le vie di Oleggio in un corteo danzante animato dall’associazione Free Tribe e dalla danzaterapeuta Luana Bigioni nell’ambito del progetto “Atlante Emozionale”. Un momento simbolico e coinvolgente che ha preceduto la cerimonia ufficiale.
La panchina rossa, uno dei simboli più riconoscibili della lotta alla violenza sulle donne, diventa così un luogo della memoria permanente. Non soltanto un omaggio a Simona Melchionda, ma anche un richiamo quotidiano alla responsabilità collettiva di costruire una cultura fondata sul rispetto, sulla parità e sul rifiuto di ogni forma di abuso e discriminazione.
Nel corso dell’inaugurazione la vice sindaca ha espresso ringraziamenti al Centro Antiviolenza Area Nord Novarese, alla Consulta, alle associazioni del territorio e a tutti coloro che si impegnano a favore delle vittime di violenza e per diffondere una cultura all’insegna della parità di genere, oltre al Consiglio comunale che ha sostenuto il progetto.
Ma il pensiero più sentito è intenso è stato rivolto alla famiglia di Simona, alla quale è andato un abbraccio simbolico da parte dell’intera città per la testimonianza di coraggio e dignità portata avanti in questi anni.

