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Vertenza McQueen, soddisfazione per l’accordo ma restano le preoccupazioni sul futuro del settore

Rossi (Pd): “La mobilitazione ha funzionato, i diritti si difendono insieme”. Ravinale (Avs): “Il rischio è una riorganizzazione sulla pelle dei lavoratori”

Vertenza McQueen, soddisfazione per l’accordo ma restano le preoccupazioni sul futuro del settore

Dopo l’accordo raggiunto tra azienda e sindacati nella vertenza McQueen, arrivano le prime reazioni dal mondo politico, che da un lato salutano positivamente l’intesa, dall’altro mantengono alta l’attenzione sulle prospettive industriali del territorio.

Vertenza McQueen, il commento di Rossi

Per il consigliere regionale e segretario del Partito Democratico del Piemonte, Domenico Rossi, l’intesa rappresenta un risultato significativo: «L’accordo raggiunto per i lavoratori della Alexander McQueen di Novara, che scongiura i licenziamenti forzati prevedendo esclusivamente uscite volontarie incentivate, è una notizia importante che dimostra una grande verità: mobilitarsi e lottare serve».

Rossi sottolinea come il risultato sia frutto di un lavoro collettivo: «La mobilitazione determinata delle lavoratrici e dei lavoratori, coordinata dalle organizzazioni sindacali e affiancata da una sinergia politica e istituzionale, ha pagato. Tutti insieme siamo riusciti a far arretrare l’azienda rispetto a posizioni iniziali di chiusura». E aggiunge che il Partito Democratico continuerà a seguire il comparto: «Continueremo a mantenere alta l’attenzione sul futuro e sulle prospettive industriali del Polo della moda novarese».

Ravinale, “buona notizia ma…”

Di tono simile ma con accenti più critici l’intervento della consigliera regionale di Alleanza Verdi Sinistra, Alice Ravinale, che definisce l’accordo «una buona notizia», ma allo stesso tempo esprime preoccupazione per una riorganizzazione «fatta sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici».

Ravinale sottolinea come il risultato sia stato possibile grazie alla mobilitazione sindacale e dei lavoratori, che avrebbe evidenziato «l’illogicità di un piano di riorganizzazione che nascondeva unicamente un risparmio per il colosso del lusso Kering». Al tempo stesso, richiama l’attenzione sulla necessità di verificare i percorsi annunciati: «Continueremo a seguire la vicenda affinché i percorsi di reinserimento lavorativo e formazione promessi dal presidente Cirio siano effettivi».

Resta infine, secondo l’esponente Avs, un nodo più ampio sul futuro del comparto: «Resta tuttavia un elemento di preoccupazione, ovvero avere chiare quali siano le prospettive concrete per un settore a cui negli anni lavoratori e lavoratrici del novarese hanno contribuito con competenze e qualità produttiva, e che una multinazionale non può pensare di ridimensionare con una PEC».