Ultime battute per il “Pallone d’Oro del Corriere di Novara”, l’iniziativa dedicata ai protagonisti del calcio dilettantistico del territorio che si avvia alla conclusione della seconda edizione.
Sul numero del 18 maggio è stato pubblicato l’ultimo tagliando da un punto, mentre il termine per la raccolta dei coupon è fissato a venerdì 22 maggio 2026. La classifica definitiva con i vincitori verrà diffusa sul Corriere di Novara lunedì 25 maggio 2026.
La cerimonia di premiazione si svolgerà invece sabato 13 giugno a Novarello Villaggio Azzurro, all’interno dell’auditorium sopra il bar.
L’iniziativa vede anche la collaborazione di ITS Academy Turismo Piemonte, che organizza a Novara un corso dedicato al Management dello Sport, e il patrocinio del Comitato regionale Piemonte Valle d’Aosta della Figc-Lnd, che accompagna la manifestazione fino al termine.
Tra i protagonisti della stagione anche Davide Barbaglia del Momo Calcio, che ha concluso la sua annata con la formazione novarese.
L’intervista a Davide Barbaglia
È finita a Bagnella domenica 10 maggio la stagione 2024-2025 di Davide Barbaglia e del Momo.
I novaresi sono usciti nel primo turno dei play-off perdendo 1-0.
L’ambizione di tutti in casa Momo era quella di poter ambire a qualcosa di più. «Abbiamo avuto qualche alto e basso, soprattutto nel girone di ritorno – racconta Barbaglia –. A livello personale mi sono trovato abbastanza bene, non sono riuscito a dare il massimo in ogni uscita. Speravo di poter essere ancor più incisivo, così non è stato. Il bilancio è comunque positivo».
Nato cestista, in terza elementare Davide si è spostato da sotto canestro al rettangolo verde. Ha iniziato a giocare all’Accademia Borgomanero.
Nel 2019/2020 ha esordito in Eccellenza proprio con i rossoblù quando ancora non era un fuoriquota.
Dopo tre anni nella prima squadra dell’Accademia, un po’ ostacolati dalla pandemia da Covid 19, per motivi di studio si è trasferito a Milano e ha indossato per qualche mese la maglia della Turbighese, quindi quella del Briga.
Al Momo era già stato nel 2023/2024 in Promozione, poi è passato al Cameri per una stagione prima della seconda chiamata dello stesso Momo dove ha vissuto la stagione appena andata in archivio.
In questi anni ha lottato per ottenere la salvezza e per conquistare i play-off affrontando tutti gli stati d’animo che si possono assaporare in uno spogliatoio. «La prima cosa che cambia è l’umore – racconta Barbaglia –. Cambia anche la fiducia che puoi avere in te stesso. Anche se sei in alto in classifica possono arrivare delle sconfitte, però un conto è perdere con costanza, un altro è farlo una volta ogni tanto senza avere l’acqua alla gola. Inoltre, trovo fondamentale condividere lo spogliatoio con giocatori esperti come quelli che ho incontrato sulla mia strada a Momo».
Sulla prossima annata il difensore classe 2002 si augura di «avere un obiettivo chiaro, dichiarato con una società che si impegna per raggiungerlo».
E ancora: «Vorrei un mix tra serietà e leggerezza. Ritengo la serietà fondamentale sotto tutti i punti di vista nel lavoro e nello sport ma nello stesso tempo credo sia funzionale lasciare un po’ di libertà ai giocatori».
Su se stesso dice: «A livello di spogliatoio mi sento come un ragazzo tranquillo, non credo di aver mai creato problemi a nessuno. Faccio un po’ più di fatica a interfacciarmi con i ragazzi più grandi, non riesco magari a instaurare una relazione umana solida: penso tuttavia che sia abbastanza normale. Sul campo mi piace accompagnare l’azione offensiva. Mi piace correre avanti e indietro sulla fascia e devo dire che non mi dispiace nemmeno entrare dentro al campo».
Infine, una battuta sulle persone più importanti incontrate fin qui nel mondo del pallone. «Gli allenatori che mi hanno valorizzato di più sono stati Ottina e Molinaro – afferma –. Il primo mi ha dato più fiducia, mi ha fatto capire che potevo starci. Il secondo mi ha portato nel mondo dei grandi ed è il tecnico con il quale, anche in termini di allenamenti, mi sono trovato meglio. Al di fuori dell’ambiente calcio devo dire che i miei genitori ci sono sempre stati. Mi hanno supportato nelle diverse scelte fatte».