La comunità di Comignago piange la scomparsa del suo ultimo capostazione Francesco Potenza. Prese servizio nello scalo cittadino nel 1978 e vi lavorò fino al giorno della chiusura.
Addio a Francesco Potenza
Aveva portato al “capolinea” la stazione ferroviaria di Comignago, che ora è sospesa. Era Francesco Potenza, il capostazione di una delle fermate della linea Arona-Santhià, mancato venerdì 24 aprile. Era nato il 22 settembre 1943 e lascia la moglie Carmela, i figli Piero, Daniele (attuale sindaco del paese) e Rosa Maria, oltre ai nipoti Melissa, Denis e Francesca. Originario della Basilicata, precisamente di Ruoti, emigrò in Piemonte e dal ’78 prese servizio a Comignago. Dopo la chiusura della stazione, continuò a esercitare la professione a Varallo Pombia, Torino e Cressa.
Il ricordo del figlio Daniele, l’attuale sindaco
“Si trasferì da solo – dice il figlio Daniele – conobbe quella che poi sarebbe diventata sua moglie qui. Le condizioni di vita allora non era facili e prima lavorò per 9 anni in un’azienda agricola in Svizzera. Poi vinse un concorso nelle Ferrovie dello Stato ed entrò in servizio prima come assistente di stazione e poi capo stazione. Le cose erano molto diverse allora e le stazioni erano ambienti vitali e dove si giocava parte della vita civile al di là del viaggiare in treno. Infatti quei luoghi fungevano anche da servizio di correre per spedizioni, oltre che di scalo merci e biglietteria”.
“Mio padre era a suo agio in quel ruolo a contatto con la vita della gente: erano infatti molti che prendevano il treno per andare a lavoro o a scuola. Una volta in pensione, continuò a coltivare la sua passione per la natura e creò un’azienda agricola con molti animali come pecore, cavalli, mucche e capre. Si dedicò a tale attività con amore incondizionato, rinunciando alle vacanze anche per mettere via soldi in vista del benessere della famiglia. Aveva un sogno e lo ha realizzato: avere un casa propria dove stare in pace con i suoi cari. A volte era un po’ burbero, ma voleva bene a tutti e amava invitare gente a casa a tracorrere ore insieme chiacchierando tra un bicchiere di vino e una fetta di salame. Come figli siamo fieri di lui perché non ci ha mai fatto mancare nulla ed è riuscito a realizzare i suoi progetti. In 82 anni è sempre stato bene e questo ci ci dà sollievo nonostante la triste notizia della sua scomparsa”.