Il tempo stringe e i voti iniziano a pesare. Lunedì 11 maggio sarà l’ultima possibilità per incidere sulla classifica del Pallone d’Oro del Corriere di Novara, grazie al tagliando conclusivo da 5 punti che potrà risultare decisivo nella corsa ai riconoscimenti finali.
Pallone d’Oro del Corriere di Novara, ultimi giorni
Poi sarà tempo di premiazioni, con il coinvolgimento di ITS Academy Turismo Piemonte, che affiancherà l’iniziativa nella fase conclusiva fino alla cerimonia ufficiale che chiuderà la stagione. ITS, con sede a Novara, organizza anche un corso dedicato al Management dello Sport, offrendo ai giovani una formazione mirata per intraprendere una carriera professionale nel settore.
Le interviste ai protagonisti: Luca Cabrini
Quando pensi alla qualità, uno dei primi nomi che ti viene in mente nel calcio piemontese locale è quello di Luca Cabrini. Da due stagioni milita in Prima Categoria, al Bagnella. In quest’annata ha superato quota venti gol e ha trascinato ai play-off la formazione cusiana. Purtroppo, però, proprio in dirittura d’arrivo e con i play-off ormai alle porte si è fermato per un brutto infortunio.
«Il Feriolo era imprendibile, ha fatto un campionato a parte – racconta Cabrini –. Soltanto nelle prime giornate siamo rimasti in scia, poi le cose si sono delineate. Comunque, noi siamo soddisfatti della stagione condotta. Ci siamo ben comportati, dimostrando di essere un buon gruppo».
Dalla Serie D all’Eccellenza, dalla Promozione alla Prima Categoria Cabrini ha segnato e divertito in ogni campionato diventando uno dei giocatori più ambiti del Novarese e del Vco. Classe 1992, esprime tutto il suo rammarico per lo stop nel momento clou dell’annata.
«Sono molto amareggiato per l’infortunio, anche perché negli ultimi due anni a Bagnella mi sono sentito contento come non mai – aggiunge Cabrini –. Ogni annata ha i suoi pro e i suoi contro, ma non ho mai fatto distinzioni di categoria: conta come ti senti in un gruppo. Al Bagnella ho trovato un ambiente speciale e un gran bel gruppo».
Sulla scelta di scendere in Prima Categoria: «Alcuni hanno mormorato che l’ho fatto soltanto per soldi, posso assicurare che non è così. Non mi pento della scelta: ho trovato ciò che cercavo per divertirmi. Anche per il futuro non sarà la categoria a guidarmi, ma il contesto in cui posso vivere il calcio con entusiasmo».
E sul suo percorso aggiunge: «Non ho rimpianti. Nel calcio ci sono stagioni migliori e peggiori, ma non dipende dalla categoria. Forse l’unico rammarico è non aver avuto qualche anno fa la testa di oggi. Ora riesco a essere più utile ai compagni e questo mi fa stare bene».
Tra i tanti gol segnati, uno resta speciale: «Era il giorno del mio diciottesimo compleanno, giocavo con il Gozzano e segnai in rovesciata all’Inveruno. Ma di gol belli ne ho fatti diversi e ne sono orgoglioso».