Carabinieri di Verbania

Fermata la “banda delle farmacie” tra Lago Maggiore e Lago d’Orta, due arresti

In carcere per due uomini ritenuti responsabili di furti aggravati tra la provincia di Verbania e quella di Novara

Fermata la “banda delle farmacie” tra Lago Maggiore e Lago d’Orta, due arresti

Nelle prime ore della mattinata del 24 aprile 2026, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Verbania hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Verbania nei confronti di due cittadini originari del Marocco.

Smantellata la “banda delle farmacie”

I due sono ritenuti responsabili di una serie di furti aggravati ai danni di farmacie tra le province di Verbania e Novara.

L’operazione rappresenta l’epilogo di una complessa attività investigativa avviata dopo due colpi messi a segno nella notte del 19 dicembre 2025. In quell’occasione, i malviventi avevano colpito una farmacia a Premeno, forzando la porta d’ingresso e asportando circa 500 euro e una valigetta contenente assegni.

Nella stessa notte era stata presa di mira anche una farmacia di Pettenasco, dove, dopo aver scardinato la serranda, era stato sottratto un fondo cassa di 150 euro.

Le indagini si sono concentrate sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza e dei lettori targa comunali, elementi che hanno permesso di individuare un’autovettura a noleggio presente in entrambi i comuni negli orari compatibili con i furti. A rafforzare il quadro investigativo sono stati poi i riscontri tecnici sui tabulati telefonici e sulla geolocalizzazione delle utenze in uso agli indagati.

Le celle telefoniche hanno infatti tracciato gli spostamenti della banda, evidenziando il percorso da Milano verso il Verbano-Cusio-Ossola, seguendo le fasi di avvicinamento ai luoghi dei furti e la successiva fuga verso il capoluogo lombardo.

Un ulteriore elemento è emerso dal ritrovamento di un telefono cellulare perso dai fuggitivi durante un successivo tentativo di furto a Chiari, nel gennaio 2026, risultato in uso a uno dei destinatari della misura cautelare.

Nonostante i tentativi degli indagati di fornire alibi nel corso degli interrogatori preventivi, il quadro indiziario raccolto dai Carabinieri è stato ritenuto solido e pienamente condiviso dall’Autorità Giudiziaria. Per entrambi è stata disposta la custodia cautelare in carcere, anche in considerazione dei precedenti specifici e del rischio di reiterazione dei reati, oltre che della ritenuta pericolosità sociale.

Uno dei due soggetti risultava inoltre già detenuto per altra causa, a conferma – secondo gli inquirenti – di un inserimento stabile in circuiti criminali dediti ai reati predatori.

Entrambi gli arrestati si trovano ora presso la casa circondariale di Milano, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.