Polemica sulla sanità nel Verbano-Cusio-Ossola dopo le recenti decisioni che riguardano il punto nascite di Domodossola. A intervenire è la CGIL Novara VCO, che critica duramente le scelte della Regione Piemonte, ritenute penalizzanti per il territorio.
CGIL Novara VCO contro i tagli al punto nascite di Domodossola
La Regione ha infatti avviato l’iter per la chiusura del Punto nascite dell’ospedale San Biagio di Domodossola: l’obiettivo di Torino è definire la nuova organizzazione entro il 31 luglio 2026.
A tal proposito il sindacato sottolinea come la riorganizzazione del sistema sanitario avrebbe dovuto puntare su un rafforzamento della sanità pubblica e sulla prossimità dei servizi, attraverso maggiori investimenti e una gestione pubblica più radicata sul territorio.
Secondo la CGIL, la delibera 299/2026 rappresenterebbe invece un cambio di direzione, con la possibile chiusura del punto nascite di Domodossola. Una scelta che, si evidenzia, potrebbe comportare un aumento dei disagi per le famiglie, costrette a maggiori spostamenti, oltre a un possibile sovraccarico dei pronto soccorso.
Il sindacato esprime inoltre preoccupazione per il futuro dei servizi sanitari locali, anche alla luce di alcune indicazioni contenute nella delibera, tra cui la possibilità di avviare “forme innovative di gestione dell’attività sanitaria”, interpretate come un possibile ampliamento del ricorso a modelli non esclusivamente pubblici.
Critiche anche rispetto alla mancanza di chiarezza sull’organizzazione dei servizi nelle nuove strutture e sul personale impiegato, mentre si moltiplicano inaugurazioni e annunci.
La CGIL Novara VCO conferma infine la propria mobilitazione a difesa della sanità pubblica piemontese, insieme ad altre realtà della società civile, nell’ambito della vertenza avviata da due anni per la tutela del diritto alla salute nella regione.