Calcio

Pallone d’oro del Corriere di Novara: riflettori puntati su Gabriele Gagia del Verbania

Continua la battaglia a suon di coupon e anche le interviste ai protagonisti

Pallone d’oro del Corriere di Novara: riflettori puntati su Gabriele Gagia del Verbania

Dopo la pubblicazione sul numero del 30 marzo del secondo tagliando multiplo da 5 punti, la classifica del Pallone d’Oro del Corriere di Novara ha ricevuto un ulteriore scossone. Ma il gioco continua e tutto può ancora succedere. QUI tutte le info sull’iniziativa.

Pallone d’oro: Gabriele Gagia del Verbania

Continuiamo, nel frattempo, a raccontare le storie e i sogni dei protagonisti della nostra iniziativa, come Gabriele Gagia del Verbania.

Gabriele Cagia si è affermato come uno dei difensori più talentuosi del campionato di Eccellenza 2025-2026. Il Verbania in estate aveva puntato molto su di lui e il solido ragazzo omegnese, dagli importanti trascorsi nel settore giovanile del Genoa, non ha deluso le aspettative. «È stata una stagione che ha accresciuto le mie consapevolezze perché sono cresciute le responsabilità – evidenzia il centrale difensivo classe 2004 -. Sebbene abbia soltanto 22 anni, sono uno dei più esperti della rosa e questo si fa sentire nell’approccio agli allenamenti e alle partite. Ho tratto grandi insegnamenti da giocatori come Candeliere, Tettamanti, Manfroni, i quali vantano centinaia di partite in questa categoria e nello specifico in questo girone».

Il suo Verbania è in lotta per terminare nella parte sinistra della classifica. I play-off non sono mai stati davvero alla portata, ma la squadra ha avuto la capacità di restare lontano dai guai dopo un avvio di campionato complesso. «A livello di squadra la stagione poteva probabilmente andare anche meglio di così – spiega l’ex Primavera di Genoa e poi anche Monza -. Il potenziale, secondo me, è enorme, però siamo anche molto giovani e quindi su qualcosa abbiamo peccato. Vogliamo chiudere con un bottino migliore rispetto alle ultime stagioni. Siamo sulla buona strada e ce la stiamo mettendo tutta».

Cagia ha vissuto la trafila nelle nazionali giovanili azzurre, dall’Under 15 all’Under 18, poi un grave infortunio ne ha minato la crescita quando era in rampa di lancio con il Genoa Primavera. «Mi ritengo un difensore roccioso ma munito di una buona tecnica di base – racconta -. Mi piace molto impostare e anche accompagnare l’azione. Proprio per questo il ruolo che preferisco è quello di braccetto in una difesa a tre. Ho ancora ampi margini di miglioramento soprattutto su due aspetti: i duelli in generale e nella rapidità dei primi passi».

E ancora: «Essere cresciuto in settori giovanili professionistici mi ha aiutato molto. Mi ha fatto crescere dal punto di vista tecnico e tattico e ne ho riscontrato un grande vantaggio. Ho avuto la fortuna di incontrare sulla mia strada allenatori che oggi frequentano la Serie A, come Gilardino che ho avuto per sei mesi nella Primavera del Genoa. Ho anche avuto come allenatore un ex giocatore di Serie A come Konko. Diciamo che questi incontri ti permettono di apprendere molto anche sugli aspetti attitudinali e mentali».

Infine, Cagia si sofferma anche sul prossimo futuro tra speranze e ambizioni. «Il mio obiettivo è tornare in Serie D e il mio sogno è farlo con il Verbania, naturalmente non in questa stagione ma nel prossimo futuro. Ho scelto Verbania perché volevo riscattarmi e anche la piazza di Verbania vuole riscattarsi. Dunque, la scorsa estate ci siamo trovati perché le nostre ambizioni coincidevano. Verbania per storia e passione merita senza dubbio la serie D».