Si svolgeranno alle 10.30 di domani, martedì 31 marzo 2026, nella chiesa di San Francesco a Novara, i funerali di Nadia Butini, scomparsa venerdì all’età di 78 anni a seguito di un improvviso malore.
Novara, lutto per Nadia Butini
Insegnante, artista e giornalista, Nadia Butini è stata anche per anni collaboratrice del “Corriere”, lasciando un segno profondo nel mondo della scuola e della cultura novarese. Numerosi i messaggi di cordoglio e di affetto apparsi sui social subito dopo la notizia della sua scomparsa.
Tra questi, quello della collega Laura Razzano, segretaria della Gilda degli insegnanti:
“Ci ha lasciati Nadia Butini, figura storica della scuola novarese, tra le prime docenti impegnate nella Gilda di Novara. Nadia non è stata solo una collega: è stata una delle menti che hanno contribuito a fondare e far crescere il nostro sindacato sul territorio. Una donna dalla vitalità straordinaria: parigina di nascita e toscana di formazione, ha saputo coniugare l’amore per l’insegnamento con l’attività giornalistica e artistica. Chi l’ha conosciuta ricorda la sua eleganza intellettuale e la sua instancabile militanza socialista, sempre volta alla costruzione di un mondo più giusto e colto”.
Il ricordo della figlia Chiara
A ricordarla con parole intense e profonde è stata anche la figlia Chiara, con un lungo messaggio affidato ai social:
“Oggi voglio provare a raccontare chi era mia madre, per quello che si può fare in poche righe.
Mia madre era una persona di grande cultura. Ma dire ‘colta’ non basta. Lei la cultura la viveva, la attraversava, la metteva in discussione. Leggeva, scriveva, dipingeva. Osservava il mondo con uno sguardo libero, curioso, a volte critico, mai superficiale.È stata un’insegnante. Ma non solo nel senso di un mestiere. Era una di quelle persone che insegnano a pensare, non solo a sapere. Che ti aprono la mente senza dirti cosa devi diventare.
Ha scritto, ha partecipato, si è esposta. Ha avuto una voce, e l’ha usata. Era una donna moderna, profondamente libera. In un mondo che spesso stringe, lei apriva.
Era una donna di pensiero, ma anche di presenza. Una di quelle persone che lasciano qualcosa negli altri, anche senza accorgersene. Anche se non siamo state sempre d’accordo, tra noi c’è sempre stato qualcosa di forte. Perché l’amore non è mai semplice, è fatto di emozioni, di contrasti, di ritorni.
Mi ha insegnato molto. Mi ha insegnato cosa significa essere una donna libera, indipendente, capace di scegliere, di cambiare, di desiderare. E mi ha insegnato a lottare per ciò in cui si crede.
Una donna libera. Una mente viva. Una presenza che ha lasciato traccia. Porterò con me il suo modo di pensare, il suo sguardo aperto, la sua idea di donna, di vita, di mondo. E so che in qualche modo… continuerà a esserci. Non in un luogo preciso, ma nelle cose che restano: nelle parole, nei pensieri, nei gesti, nelle tracce che ha lasciato”.
Nadia Butini lascia anche la sorella Roberta e i nipoti Massimiliano, Irene, Daniele e Federico, ai quali era profondamente legata.
A tutti loro vanno le più sentite condoglianze della redazione del “Corriere di Novara”