Continua l’iniziativa del Corriere di Novara che permette ai lettori di assegnare uno speciale “Pallone d’Oro” ai calciatori del nostro territorio. E continuano le interviste ai protagonisti.
Pallone d’Oro 2026: oggi nuovo tagliando per votare
Oggi puntiamo i riflettori su Davide Prandini che con il suo Feriolo sta dominando il campionato di Prima Categoria.
Centrocampista classe 2002, sta vivendo a livello personale un’annata importante sotto tutti i punti di vista ed è anche candidato per il Pallone d’oro del Corriere di Novara.
«È stata una stagione magica – racconta –. Quando le aspettative sono alte, se vinci hai fatto soltanto il tuo ma se perdi la figuraccia è assicurata. Anche su di me c’erano delle pressioni, non lo nascondo. Io ho sempre giocato a calcio per divertirmi, indipendentemente dalla categoria. È stato strano soprattutto avere soltanto due allenamenti anziché tre: ti devi preparare in modo differente. Non essendoci la regola degli under in Prima Categoria trovi delle rose molto attrezzate, fornite di giocatori di esperienza. Il livello è sempre alto. Arrivavo da un anno non troppo positivo a livello personale alla Juventus Domo e avevo un po’ perso in motivazione. A Feriolo ho ritrovato il sorriso grazie anche a un mister che conosco molto bene».
A proposito del suo attuale allenatore Pier Guido Pissardo ricorda: «A Pissardo devo tanto perché mi ha fatto esordire in Eccellenza a 15 anni a Baveno. L’ho avuto per tre campionati e quest’anno ho scelto Feriolo anche perché c’era lui in panchina. Il progetto che ho sposato in estate è duraturo negli anni, quindi anche nella prossima stagione sarò al Feriolo, con la speranza che militeremo in Promozione».
Rispetto alla regola degli under Prandini aggiunge: «Alla fine sono stato un under vero e proprio soltanto un anno perché quando ho iniziato a militare in Eccellenza ero sotto leva. Purtroppo la mia classe è stata ostacolata più che altre dallo scoppio della pandemia da Covid-19. Quando sei under hai più possibilità di giocare in Serie D e in Eccellenza e queste categorie possono essere una grande vetrina da sfruttare. Però, non sono un fautore della regola dell’under perché penso che se un ragazzo è forte gioca lo stesso e poi se un under sa che deve giocare per forza perché non ha concorrenza, secondo me, cresce meno di quanto potrebbe».
Il centrocampista del Feriolo per descriversi usa queste parole: «Sono un giocatore istintivo, mi piace tanto toccare la palla e mi piace un sacco l’uno contro uno. Amo più l’assist che il gol. Mi ritengo un giocatore intelligente nella visione della partita. Sono un ragazzo tranquillo e provo a essere un esempio per i più giovani; cerco la parola giusta per dare il supporto necessario in fase delicata di maturazione. So quanto sia importante finire sotto l’ala di protezione di un ragazzo più esperto, a me capitò al Baveno con Amadio Gjonaj che ancora ringrazio. Anche Marco Di Leva ha sempre speso belle parole per me ed è un giocatore che stimo».
Infine, la chiacchierata si chiude con le altre passioni sportive di Prandini. «Oltre al calcio sono un “malato” di sport: seguo NBA, F1 e tennis – sottolinea –. Se non avessi giocato a calcio, avrei frequentato i campi da tennis».