A undici anni dall’attentato al Museo del Bardo, la città di Novara si stringe nel ricordo di una tragedia che ha lasciato un segno profondo nella comunità.
Novara non dimentica l’attentato del Bardo: il ricordo di Caldara
Il 18 marzo 2015, nel corso del Attentato al Museo del Bardo, un attacco terroristico colpì turisti inermi causando 24 morti e 45 feriti. Tra le vittime anche il novarese Francesco Caldara, che perse la vita mentre era in viaggio con la compagna Sonia Reddi, rimasta gravemente ferita.
A ricordare la ricorrenza è stato il sindaco Alessandro Canelli, che ha sottolineato: “A undici anni dall’attentato al Museo del Bardo di Tunisi, Novara si raccoglie nel ricordo di una tragedia che ha segnato profondamente la nostra comunità”. Un pensiero commosso è stato rivolto a Caldara e ai suoi familiari, insieme alla vicinanza rinnovata alla compagna.
Anche il vice sindaco Ivan De Grandis ha voluto ribadire il valore della memoria: “18 marzo 2015. Una data che Novara non può dimenticare. Con profondo rispetto e commozione ricordiamo oggi l’attentato terroristico islamico al museo del Bardo di Tunisi”.
Nel suo messaggio, il vice sindaco ha richiamato non solo il dovere del ricordo verso chi non c’è più, ma anche verso chi continua a convivere con le ferite di quella tragedia: “Ricordare non è solo un dovere verso chi non c’è più, ma anche verso chi c’è ancora e continua a convivere con quelle ferite. Penso proprio alla mia cara amica Sonia Reddi e a tutte le persone che, insieme a lei, hanno vissuto e continuano a vivere le conseguenze di quella tragedia: familiari, amici, un’intera comunità colpita”.
Infine, un richiamo forte ai valori da difendere ogni giorno: “Non possiamo dare per scontate le nostre libertà. I nostri valori vanno difesi ogni giorno, con coraggio e determinazione”.
Parole che, insieme a quelle del primo cittadino, rinnovano un messaggio chiaro e condiviso: Novara non dimentica.
La stele
Nel 2021, al parco di via Oxilia intitolato a Francesco Caldara, si era svolta una toccante cerimonia per l’inaugurazione della stele in memoria della vittima novarese e di tutte le persone che persero la vita in quell’attentato.
L’iniziativa, promossa dall’associazione Città Futura, aveva visto la partecipazione delle istituzioni e delle forze dell’ordine. Durante la cerimonia non erano mancati i momenti di forte emozione, a partire dalla testimonianza di Sonia Reddi, compagna di Caldara, sopravvissuta all’attacco: “Un’esperienza che non si dimentica. Ho impresso nella mente ogni dettaglio come se fosse accaduto ieri. Non basterebbero tre vite per dimenticare. Sono viva per miracolo”.
A ricordare Francesco anche la figlia Greta, visibilmente commossa: “È dura andare avanti e accettare una morte del genere. Forse davanti a una malattia è più semplice farsene una ragione. Ma in questo caso un perché non c’è. Nulla potrà ridarmi indietro mio padre”.
Una memoria che, tra parole e luoghi simbolici, continua a vivere nel tempo. Novara non dimentica.