Le sue gondole sono state ammirate in tutto il mondo in occasione delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026. Proprio come il “Cerchio di Bolle”.
Servizio di Vittoria Maria Passera
GUARDA LA GALLERY (3 foto)
Scenografie novaresi alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026
Stiamo parlando della Ar_Lu, di Luisa Arienta, azienda leader nel settore delle scenografie, che ha realizzato le due gondole che hanno fatto da cornice alla canzone di Joan Thiele che ha portato alla ribalta “Il Mondo”.
Mentre la cantante riproponeva il motivo storico che fu di Jimmy Fontana, un balletto regalava una coreografia quasi magica e, nel mentre, due gondole avanzavano dalle direzione opposte in un immaginario percorso circolare fino a incrociarsi e superarsi fino ad essere inghiottite da giochi di fumo. E non solo.
A portare il marchio dell’azienda cittadina vi è anche il cerchio nel quale si è esibito il ballerino Roberto Bolle.
«Ci siamo occupati della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi e stiamo lavorando a quella di apertura dell’avventura paralimpica che inizierà il 6 marzo – conferma il responsabile tecnico di Ar_Lu, Paride Sacchi -. Noi ci occupiamo della realizzazione delle scenografie usando tutti i materiali possibili, dal legno alle stoffe passando per tutti gli altri materiali».
Stimolato a riflettere ad alta voce sui tempi di realizzazione e curiosità, Sacchi non ha un attimo di esitazione. «Le due gondole sono state costruite in circa tre settimane – riprende – nell’insieme però ci sono voluti circa tre mesi considerando anche la realizzazione del cerchio. Si sono alternate dalle 8 alle 10 persone che hanno lavorato con dedizione, passione e grandissima professionalità».
Bilancia alla mano le gondole pesano 3/400 chili l’una, hanno una motorizzazione elettrica e lo sterzo è mosso con un piede. Per quanto concerne invece il cerchio nel quale si è esibito il ballerino di Casale Monferrato, c’erano dei vincoli di peso che lo “bloccavano” a 200 chili, il tutto impreziosito con luci, strisce a led con rivestimento specchiante e placcatura: tutto con un diametro di 5 metri e materiale assolutamente ignifugo.
«E’ stato un bel viaggio in una splendida vetrina – riprende il responsabile tecnico – Abbiamo già avuto momenti importanti come gli Special Olimpics di Torino nel 2025 e grossi eventi privati, sui quali c’è il riserbo più assoluto». Impossibile non chiedergli quale sia a questo punto il suo sogno nel cassetto e la risposta arriva regalando un ampio sorriso: «riposarmi».
Poi torna serio e ammette che per lui «tutti gli eventi sono di pari importanza. Certo, le Olimpiadi sono una vetrina grande e importante – sottolinea – ma per noi che sia una festa della birra – con tutto il rispetto per la festa della birra – o una Olimpiade, poco conta. Noi tutti lavoriamo con passione, amore e dedizione ad ogni evento. Dal più piccolo a quello più grande».