10 febbraio

Novara celebra Giorno del Ricordo: memoria e verità sulle Foibe e sull’esodo giuliano-dalmata

Cerimonia commemorativa nella città che accolse migliaia di esuli nel dopoguerra

Novara celebra Giorno del Ricordo: memoria e verità sulle Foibe e sull’esodo giuliano-dalmata

Questa mattina, 10 febbraio 2026, Novara ha commemorato il Giorno del Ricordo, nel 22º anniversario della sua istituzione e nel 72º anniversario della posa della prima pietra del Villaggio Dalmazia, rendendo omaggio alle innocenti vittime italiane delle foibe e a tutti gli italiani costretti all’esodo dalle terre istriane, giuliane, fiumane e dalmate. Una tragedia che per oltre sessant’anni è rimasta ai margini del racconto storico nazionale.

Novara celebra Giorno del Ricordo

La cerimonia si è aperta con la messa nella Chiesa della Sacra Famiglia, officiata in memoria dei martiri giuliano-dalmati. Al termine della funzione religiosa, il corteo commemorativo ha raggiunto piazza Vittime delle Foibe, dove si è svolta la posa delle corone alla lapide dei Caduti delle foibe, seguita dagli interventi istituzionali.

Sono intervenuti il sindaco di Novara Alessandro Canelli, il vicepresidente della Provincia Andrea Crivelli, l’onorevole Gianni Mancuso, presidente di Andromeda Piemonte, e Flavio Lenaz, presidente dell’Associazione “Venezia Giulia e Dalmazia” della Provincia di Novara. La commemorazione si è conclusa con la lettura da parte Daniela Bonitta di una poesia in ricordo delle vittime delle foibe e degli esodati.

Alla cerimonia hanno partecipato il prefetto di Novara Francesco Garsia, autorità civili e militari del territorio e associazioni.

Una pagina di storia che vede Novara protagonista

Novara ha rappresentato uno dei principali centri di accoglienza in Piemonte per i profughi istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra. A partire dal 1946, la città offrì rifugio a migliaia di esuli, con la Caserma Perrone come primo centro di raccolta e il Villaggio Dalmazia, nella zona di Torrion Quartara, come luogo di insediamento stabile e di ricostruzione di nuove vite, tracciando un legame indelebile con la comunità giuliano-dalmata.

Un contributo prezioso alla memoria oggi è arrivato anche dall’Archivio di Stato di Novara, che sulla propria pagina social ha ricordato come proprio la Caserma Perrone – oggi campus universitario – sia stata il primo punto di approdo per molti esuli. Le carte d’archivio raccontano una storia complessa fatta di registrazioni all’arrivo, tentativi di riunificazione familiare, difficoltà nell’assegnazione degli alloggi e della costruzione di nuove case, alla quale gli esuli contribuirono con le loro competenze e professionalità.