È un appello di speranza e di denuncia quello di Tiyam Ghazal Rahimi, giovane iraniana che vive a Novara da tre anni e ha appena conseguito la Laurea Magistrale in Biotecnologie Mediche.
L’appello di una giovane iraniana che vive a Novara
La sua famiglia è ancora in Iran e, negli ultimi giorni, l’isolamento delle comunicazioni ha reso impossibile ogni contatto.
“In Italia ho trovato accoglienza e opportunità, ma il mio cuore è ancora in Iran. Sento il dovere di parlare di ciò che sta accadendo, perché le informazioni arrivano spesso in modo frammentario e riduttivo”, racconta la giovane.
Secondo Ghazal Rahimi, le attuali manifestazioni in Iran non sono un episodio isolato: si tratta di un movimento nazionale di portata storica, che coinvolge giovani, studenti, lavoratori, donne e uomini in tutto il Paese. Dopo 45 anni di regime, il popolo iraniano chiede libertà, dignità e sovranità, non riforme parziali.
La repressione, sempre più violenta, mira a rendere invisibile il movimento: “Ho l’impressione che l’ampiezza reale di ciò che sta accadendo non emerga pienamente nel dibattito pubblico”, aggiunge Ghazal Rahimi, chiedendo a chi vive all’estero di dare visibilità al popolo iraniano: “Visibilità per chi non chiede privilegi, ma diritti fondamentali. Tutti possono fare la differenza, tutti possono dire: noi vediamo, noi sappiamo, noi non distogliamo lo sguardo”.
L’intervista completa di Erica Bertinotti a Tiyam Ghazal Rahimi è pubblicata sul Corriere di Novara del 15 gennaio