C’era anche un novarese tra i volontari della Protezione civile ricevuti in Vaticano da Papa Leone XIV, in occasione della speciale udienza svoltasi sabato 10 gennaio e dedicata a chi ha prestato servizio durante il Giubileo 2025 e in numerosi altri eventi ed emergenze.
Sopra Barbone nella sala Paolo VI con il capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile Fabio Ciciliano
Protezione civile, anche Novara all’udienza con il Papa
Roberto Barbone, volontario del Coordinamento di Protezione civile di Novara, ha partecipato all’incontro nell’Aula Paolo VI in rappresentanza del Coordinamento regionale piemontese e del territorio novarese.
All’udienza hanno preso parte migliaia di volontari provenienti da tutta Italia, tra cui una delegazione del Piemonte composta da 11 operatori, affiancati da un rappresentante dell’Associazione Nazionale Carabinieri e da un funzionario della Regione. Un momento carico di significato, pensato per ringraziare chi, con discrezione e spirito di servizio, ha contribuito alla riuscita del Giubileo e all’accoglienza di milioni di pellegrini.
Durante l’incontro, il Pontefice ha rivolto parole particolarmente sentite ai presenti: «Voi siete la prova di quanto bene c’è nel mondo. Grazie a voi Roma ha offerto a tutti il suo volto di comunità aperta e di casa accogliente, al tempo stesso discreta e rispettosa». Al termine dell’udienza, Papa Leone XIV ha donato a ciascun volontario un crocifisso, gesto semplice ma profondamente simbolico.
«Siamo stati chiamati per aver contribuito alla riuscita del Giubileo dei Giovani – racconta Barbone –. Io naturalmente sono andato in rappresentanza degli altri volontari novaresi con cui avevo condiviso l’esperienza ad agosto e li ho portati tutti simbolicamente con me, riportando poi loro le emozioni vissute».
Un’esperienza che Barbone definisce «profondamente emozionante per chi crede nel valore del volontariato»:
«Quando Papa Leone ha fatto il suo ingresso nella sala si è alzato un vero boato. Lui era lì per accogliere noi e noi abbiamo accolto lui: c’è stata una reciproca accoglienza davvero molto bella».
Il Santo Padre ha ringraziato indistintamente tutte le realtà coinvolte – associazioni civili, militari, religiose e laiche – sottolineando come senza il contributo dei volontari non sarebbe stato possibile realizzare un evento di portata mondiale.
«Non sono suonate come parole di circostanza, ma come parole fortemente sentite – prosegue Barbone –. Questo Papa, che ha una figura così minuta, quando parla ha una straordinaria capacità di emozionare. Vederlo di persona fa percepire davvero l’aura che lo circonda».
Nel corso dell’udienza erano presenti anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile Fabio Ciciliano, che al termine dell’incontro si è avvicinato ai volontari per salutarli e ringraziarli personalmente per il servizio svolto.
La partecipazione di Barbone richiama direttamente l’esperienza vissuta nei mesi scorsi dai volontari novaresi al Giubileo dei Giovani, quando il gruppo aveva operato nella Capitale occupandosi di distribuzione dell’acqua, assistenza ai pellegrini e supporto al servizio d’ordine, in condizioni climatiche particolarmente difficili. Un impegno raccontato allora con grande emozione, culminato anche nell’intervento spontaneo prestato durante il rientro, sull’autostrada A1, in occasione di un grave incidente.
«Lui ha ringraziato noi – conclude Barbone – ma a conti fatti siamo noi che ringraziamo lui per la possibilità che abbiamo avuto di prestare servizio in occasione di un evento così straordinario».
Un riconoscimento che rafforza il senso profondo del volontariato e restituisce valore al lavoro quotidiano, spesso silenzioso, dei volontari della Protezione civile, anche sul territorio novarese.

