Come emerge dal Rapporto sullo stato dell’ambiente in Piemonte elaborato dall’Arpa il deficit idrico dell’anno scorso è stato del 18% (rispetto alla norma del trentennio 1971 – 2000); inoltre l’anno 2021 è stato il 15º più caldo degli ultimi 64 anni e tra l’8 dicembre scorso e il 30 marzo 2022 non si sono registrate precipitazioni significative. Il sommarsi di queste condizioni ha creato le premesse per la siccità che stiamo vivendo.
I dati
Confagricoltura Piemonte rammenta che il bollettino idrologico mensile dell’Arpa, riferito al mese di maggio emesso il 3 giugno scorso, rileva uno scarto delle portate dei principali fiumi del Piemonte che in alcuni casi arriva all’80%: il Po a Isola Sant’Antonio ha una portata media mensile di 256 m³ al secondo contro una media storica di 796, m³ al secondo, con una uno scarto del 68%. Il fiume Varaita a Rossana, in provincia di Cuneo, presenta uno scarto delle portate dell’80%, il Sesia a Palestro del 72%.
Con questa situazione la previsione a tre mesi, in uno scenario di scarsa piovosità, prevede un livello di siccità severa – a parte le aree dell’arco alpino – in tutti i comprensori piemontesi e di siccità estrema nelle aree di pianura.
“La situazione è estremamente preoccupante – dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte – ed evidenzia la necessità di mettere in atto tutte le misure necessarie per recuperare l’acqua piovana e distribuirla nel migliore dei modi. Prima viene il consumo umano, ma subito dopo la risorsa idrica è indispensabile per l’agricoltura, perché senz’acqua è impossibile produrre. Ribadiamo la necessità – aggiunge Allasia – di avviare al più presto la progettazione di nuovi invasi e di realizzarli con urgenza “.
Confagricoltura Piemonte prende atto con soddisfazione che il rapporto dell’Arpa evidenzia il miglioramento delle condizioni di salute delle acque superficiali, dove lo stato chimico è buono per l’89%. Anche le acque sotterranee presentano uno stato chimico che viene definito buono. “L’agricoltura da anni è impegnata con determinazione nella riduzione dell’impiego di fitofarmaci e fertilizzanti, il cui uso è limitato allo stretto necessario – dichiara Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura Piemonte – e, ancor di più negli ultimi anni, grazie all’impiego delle nuove tecnologie e delle applicazioni dell’intelligenza artificiale, ha significativamente contribuito alla riduzione delle emissioni. È un impegno che gli agricoltori sostengono con importanti sacrifici, orgogliosi di poter fare la loro parte nel miglioramento dello stato di salute dell’ambiente”.