NOVARA, A una settimana dall’accaduto (il post era apparso su Facebook martedì e aveva dato il via a una valanga di commenti, sia negativi sia positivi, indipendentemente dall’appartenenza politica, con la richiesta, da parte di chi aveva vissuto quel commento come offensivo nei confronti di una vittima di Dacca, di un intervento del sindaco), il post di Ivan De Grandis, neo consigliere comunale come indipendente nelle fila di Fratelli d’Italia (lui leader del Movimento NoiXNovara), continua a far parlare. Pochi giorni fa, proprio sul Corriere di Novara, Gianni Mancuso, portavoce provinciale di Fdi, si era espresso così: “O De Grandis cambia, o durerà poco in Fdi. Ha messo in imbarazzo il partito, i suoi colleghi consiglieri e i nostri elettori”.
Adesso, invece, arriva a favore di De Grandis e di quanto postato dal consigliere una voce significativa, quella di Sonia Reddi, la novarese sopravvissuta alla strage del Bardo del 18 marzo 2015, attentato in cui perse la vita il compagno Francesco Caldara. Proprio domenica, in serata, la novarese ha inviato una lettera aperta e particolarmente accesa alle testate novaresi. “Ho deciso di dire la mia – scrive – dopo il primo consiglio comunale e le polemiche nate, o forse costruite – sostiene – intorno al post Facebook del consigliere riferito ad Adele Puglisi, vittima della strage di Dacca. Per quanto mi riguarda – spiega Reddi – Ivan De Grandis ha solo evidenziato un fatto, senza offendere la memoria di nessuno. Quando dice che “il destino a volte è beffardo” perché una persona che aveva difeso gli islamici schierandosi contro il giornalista Belpietro, alla fine, purtroppo, è stata trucidata senza pietà dai “fratelli” di chi aveva difeso, è una chiara constatazione per sottolineare che quei “bastardi” terroristi non guardano in faccia proprio nessuno”. Scrive ancora: “Non c’è irrisione, non c’è offesa, non c’è ingiuria in quello che è un post asettico che espone solo dati di fatto, e che io condivido”.
Reddi prosegue nella sua lettera aperta, spiegando di aver abbandonato il Faraggiana alla prima del Consiglio comunale. “Mi sono indignata – scrive – ma solo quando la consigliera Emanuela Allegra, che in quel momento rivestiva una carica super partes, presiedendo il consiglio comunale, ha sfruttato il suo ruolo per zittire proprio De Grandis intervenuto per rispondere alle accuse mosse nei suoi confronti”. La compagna di Caldara stigmatizza anche l’atteggiamento della senatrice novarese del Pd, Elena Ferrara: “Mi stupisce che, non essendo stata presente al primo consiglio comunale di Novara, faccia commenti che paiono su dettatura, da parte di chi non so, riportando fino in Senato il post di un consigliere comunale di Novara, ben sapendo la disparità di mezzi tra chi agisce nel Parlamento romano e chi in consiglio comunale a Novara”. Così, sostiene Reddi, si ‘lapida’ “mediaticamente chi la pensa diversamente sfruttando la grande visibilità di un ruolo istituzionale. Alla faccia della libertà di pensiero e di parola!”. La novarese non si limita a questo e attacca: “Mi chiedo: ma tutta questa indignazione dov’era quando i loro sostenitori ed elettori denigravano, offendevano e irridevano senza pietà la morte dell’on. Gianluca Buonanno?”.
In chiusura, punzecchiatura a Mancuso: “Come può permettersi di attaccare chi ha sostenuto l’intervento di De Grandis in sede di consiglio, definendola in maniera dispregiativa “piccola claque”? Si è già dimenticato che anche grazie a quella “piccola claque” il suo partito ha ottenuto un grande risultato? De Grandis ha fatto solo una considerazione pensata e condivisa da tantissimi”. Infine: “Da cittadina e vittima ignorata (volutamente?) dalla scorsa amministrazione, ho espresso il mio libero parere”.
mo.c.
NOVARA, A una settimana dall’accaduto (il post era apparso su Facebook martedì e aveva dato il via a una valanga di commenti, sia negativi sia positivi, indipendentemente dall’appartenenza politica, con la richiesta, da parte di chi aveva vissuto quel commento come offensivo nei confronti di una vittima di Dacca, di un intervento del sindaco), il post di Ivan De Grandis, neo consigliere comunale come indipendente nelle fila di Fratelli d’Italia (lui leader del Movimento NoiXNovara), continua a far parlare. Pochi giorni fa, proprio sul Corriere di Novara, Gianni Mancuso, portavoce provinciale di Fdi, si era espresso così: “O De Grandis cambia, o durerà poco in Fdi. Ha messo in imbarazzo il partito, i suoi colleghi consiglieri e i nostri elettori”.
Adesso, invece, arriva a favore di De Grandis e di quanto postato dal consigliere una voce significativa, quella di Sonia Reddi, la novarese sopravvissuta alla strage del Bardo del 18 marzo 2015, attentato in cui perse la vita il compagno Francesco Caldara. Proprio domenica, in serata, la novarese ha inviato una lettera aperta e particolarmente accesa alle testate novaresi. “Ho deciso di dire la mia – scrive – dopo il primo consiglio comunale e le polemiche nate, o forse costruite – sostiene – intorno al post Facebook del consigliere riferito ad Adele Puglisi, vittima della strage di Dacca. Per quanto mi riguarda – spiega Reddi – Ivan De Grandis ha solo evidenziato un fatto, senza offendere la memoria di nessuno. Quando dice che “il destino a volte è beffardo” perché una persona che aveva difeso gli islamici schierandosi contro il giornalista Belpietro, alla fine, purtroppo, è stata trucidata senza pietà dai “fratelli” di chi aveva difeso, è una chiara constatazione per sottolineare che quei “bastardi” terroristi non guardano in faccia proprio nessuno”. Scrive ancora: “Non c’è irrisione, non c’è offesa, non c’è ingiuria in quello che è un post asettico che espone solo dati di fatto, e che io condivido”.
Reddi prosegue nella sua lettera aperta, spiegando di aver abbandonato il Faraggiana alla prima del Consiglio comunale. “Mi sono indignata – scrive – ma solo quando la consigliera Emanuela Allegra, che in quel momento rivestiva una carica super partes, presiedendo il consiglio comunale, ha sfruttato il suo ruolo per zittire proprio De Grandis intervenuto per rispondere alle accuse mosse nei suoi confronti”. La compagna di Caldara stigmatizza anche l’atteggiamento della senatrice novarese del Pd, Elena Ferrara: “Mi stupisce che, non essendo stata presente al primo consiglio comunale di Novara, faccia commenti che paiono su dettatura, da parte di chi non so, riportando fino in Senato il post di un consigliere comunale di Novara, ben sapendo la disparità di mezzi tra chi agisce nel Parlamento romano e chi in consiglio comunale a Novara”. Così, sostiene Reddi, si ‘lapida’ “mediaticamente chi la pensa diversamente sfruttando la grande visibilità di un ruolo istituzionale. Alla faccia della libertà di pensiero e di parola!”. La novarese non si limita a questo e attacca: “Mi chiedo: ma tutta questa indignazione dov’era quando i loro sostenitori ed elettori denigravano, offendevano e irridevano senza pietà la morte dell’on. Gianluca Buonanno?”.
In chiusura, punzecchiatura a Mancuso: “Come può permettersi di attaccare chi ha sostenuto l’intervento di De Grandis in sede di consiglio, definendola in maniera dispregiativa “piccola claque”? Si è già dimenticato che anche grazie a quella “piccola claque” il suo partito ha ottenuto un grande risultato? De Grandis ha fatto solo una considerazione pensata e condivisa da tantissimi”. Infine: “Da cittadina e vittima ignorata (volutamente?) dalla scorsa amministrazione, ho espresso il mio libero parere”.
mo.c.