Taglio del nastro

Arona: inaugurato il Museo d’arte moderna e contemporanea “Fanny Usellini” nell’ex Macello

Un polo dedicato ad arte, cultura e inclusione. Un investimento da 2,19 milioni di euro e una collezione di 556 opere donate dalla famiglia Sansone-Usellini

Arona: inaugurato il Museo d’arte moderna e contemporanea “Fanny Usellini” nell’ex Macello

La città di Arona restituisce alla comunità uno storico edificio completamente rinnovato. È stato inaugurato oggi, sabato 26 settembre 2026, il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea “Fanny Usellini” – Polo di Inclusione Sociale, nato dal progetto promosso dal Comune per trasformare gli edifici del vecchio Macello cittadino, costruiti all’inizio del Novecento, in uno spazio dedicato ad arte, cultura, socialità e inclusione.

Il Museo, ospitato nello storico ex Macello comunale di via Trieste 10, occupa un’area di circa 1.770 metri quadrati, tra edifici e cortile esterno. Il complesso, recuperato nel rispetto del suo valore storico e architettonico, ospita la collezione permanente, esposizioni temporanee, laboratori, attività educative, eventi e progetti di inclusione.

Un investimento da oltre 2,19 milioni di euro

La realizzazione del Museo ha richiesto un investimento complessivo di 2.191.000 euro: 900.000 euro da Fondazione Cariplo, 560.000 euro dalla Regione Piemonte e 731.000 euro dal Comune di Arona. Nell’investimento sono compresi anche 110.000 euro destinati agli arredi interni, mentre Enel Cuore, Ente Filantropico del Gruppo Enel, attraverso la Cooperativa Sociale Il Ponte, ha sostenuto il costo degli arredi del Bar-Ristoro.

Fondazione Cariplo e Regione Piemonte hanno quindi garantito complessivamente 1.460.000 euro, pari a circa due terzi dell’intero investimento. Il progetto è stato realizzato senza ricorrere a nuovo indebitamento da parte del Comune di Arona.

La collezione di 556 opere

Alla rigenerazione dell’ex Macello si aggiunge il patrimonio artistico destinato al nuovo Museo. Presso lo Studio Notarile De Marchi di Milano, il sindaco Alberto Gusmeroli, in rappresentanza della Città di Arona, ha ricevuto dalla famiglia Sansone-Usellini la donazione di 556 opere, tra dipinti e sculture, per un valore complessivo superiore a un milione di euro.

La collezione permanente comprende opere di artisti italiani, francesi e americani, con una significativa presenza di autori riconducibili al Futurismo degli anni Venti e Trenta, accanto ad altre esperienze dell’arte moderna e contemporanea.

Il Museo è intitolato a Fanny Usellini Sansone, figlia del pittore Gianfilippo Usellini, artista di fama nazionale profondamente legato ad Arona, e moglie dello storico e critico d’arte Luigi Sansone, che ricopre gratuitamente per dieci anni il ruolo di curatore artistico del Museo.

Le opere sono esposte attraverso un percorso museale accessibile, accompagnato da pannelli descrittivi e contenuti didattici.

Arte e inclusione

Il Museo nasce fin dall’origine anche come Polo di Inclusione Sociale, nel quale arte, cultura, educazione e welfare convivono. Particolare attenzione è dedicata alle persone con disabilità e alle loro famiglie.

I ragazzi dei servizi CAD, Centro Diurno BRUM ed Educativa Territoriale del Comune di Arona partecipano alla vita del complesso attraverso laboratori, attività educative, percorsi formativi, accoglienza dei visitatori ed esperienze finalizzate all’inclusione sociale e lavorativa. L’obiettivo è renderli protagonisti della vita del Museo e della comunità, trasformando l’inclusione in un’esperienza concreta.

Il Bar Sociale e “NoveCentro”

Partner del progetto è la Cooperativa Sociale Il Ponte, presieduta da Mauro Fanchini e individuata nell’ambito del percorso di coprogettazione promosso dal Comune di Arona. La cooperativa gestisce il bar sociale, la biglietteria, l’accoglienza e diversi servizi operativi.

Dalla coprogettazione è nato anche il concetto di “NoveCentro”, una grande casa aperta alla città che unisce museo, centro culturale, spazio sociale e laboratorio educativo.

Il Bar-Ristoro, sostenuto da Enel Cuore Ente Filantropico, sarà inoltre uno spazio nel quale sviluppare percorsi di inserimento lavorativo, borse lavoro ed esperienze formative per persone con disabilità nell’ambito dell’accoglienza e della ristorazione.

Laboratori, scuole e formazione

Uno degli edifici è destinato alle attività laboratoriali, artistiche, teatrali e musicali rivolte a persone con disabilità, giovani, famiglie e scuole.

La collaborazione con il Liceo “E. Fermi” di Arona punta inoltre a coinvolgere gli studenti in percorsi PCTO, attività di accoglienza, mediazione culturale e visite guidate, formando veri e propri “ciceroni culturali”.

Anche il grande cortile e gli spazi esterni dell’ex Macello sono stati pensati come una piazza culturale aperta alla città, destinata a ospitare cinema all’aperto, teatro, concerti, presentazioni di libri, incontri con autori, festival, performance ed eventi multidisciplinari.

Le voci dei protagonisti

Grande orgoglio è stato espresso dal sindaco di Arona, Alberto Gusmeroli: «Una straordinaria operazione a cuore aperto. Bisogna sempre credere che anche le sfide più difficili si realizzino. Chiedo che tutti vogliano bene a una realtà in cui l’arte sposa il sociale, così tanta gente oggi dimostra ancora una volta che le cose buone portano bontà».

«La cultura tiene insieme le radici e quello che ancora dobbiamo costruire. Tiene insieme chi custodisce una memoria e i giovani che devono poterla conoscere, interpretare e trasformare. Il Museo Fanny Usellini nasce da questa idea: recuperare un luogo della storia di Arona, accogliere un patrimonio straordinario di 556 opere e farne qualcosa che appartenga al presente. Qui la cultura incontra la scuola, la formazione, l’inclusione e il welfare, con percorsi che coinvolgono direttamente le persone con disabilità e offrono occasioni concrete di autonomia e lavoro. È un progetto nel quale giovani e anziani, memoria e futuro possono trovare uno spazio comune. Come Regione Piemonte abbiamo investito 560 mila euro perché crediamo in una cultura profondamente radicata nei territori, capace di parlare a generazioni diverse e di essere anche uno strumento di inclusione. Il patrimonio ha davvero valore quando dalle nostre radici riesce a far nascere qualcosa di nuovo», è il commento di Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, e di Marina Chiarelli, assessore alla Cultura.

Davide Maggi, membro del Consiglio di Amministrazione di Fondazione Cariplo, ha sottolineato la dimensione sociale del progetto: «Questo Museo richiama una profonda riflessione socio-culturale: il passaggio dall’idea di polis a quella di civitas (o civiltà), ovvero la cultura che diventa così il collante di una civitas aperta, solidale e partecipativa. È ancora, la distinzione tra spazio e luogo fondamentale e strettamente legata al binomio urbs/polis e civitas. La riqualificazione architettonica ha preso l’ex Macello comunale (che era diventato uno spazio vuoto e dismesso) e lo ha rigenerato, non solo per esporre opere d’arte, ma per trasformarlo in un luogo di comunità e inclusione».

Per Andrea Valcalda, consigliere delegato di Enel Cuore Ente Filantropico, «Creare luoghi capaci di unire cultura, socialità e opportunità di inclusione significa dare vita a spazi in cui le persone possano incontrarsi, acquisire nuove competenze e partecipare attivamente alla vita della comunità».

Valcalda ha ricordato il sostegno di Enel Cuore al progetto “Museo del 900 Arona incontra Abilito Food – Luoghi di senso per la comunità”, promosso dalla Cooperativa Sociale Il Ponte e realizzato all’interno del Museo attraverso il recupero e la completa riqualificazione degli edifici dello storico ex Macello di via Trieste.

«Il progetto promosso da Il Ponte Società Cooperativa Sociale anche attraverso il coinvolgimento di persone con disabilità o fragilità, curerà la gestione della caffetteria e degli spazi di ristoro, oltre all’accoglienza dei visitatori, rendendo possibile un modello che punta a trasformare la cultura in uno strumento di autonomia e crescita per tutti», ha aggiunto.

Emozionato il professor Luigi Sansone: «Le opere non sono mie, sono di tutti e tutti le devono vedere. Nel 2018 mia moglie è mancata e io ho pensato che dovevo fare qualcosa per ricordarla. Questo è solo un inizio di museo che è uno scrigno d’amore: crescerà e magari diventerà il più grande polo museale del Lago Maggiore».

Infine Mauro Fanchini, presidente della Cooperativa Il Ponte: «È il risultato di un grande lavoro condiviso con l’amministrazione comunale che in questi mesi ci ha visti pensare, ragionare e progettare su qualcosa che oggi ha il suo inizio. Le parole chiave perché diventi luogo “di senso” sono: prendersi cura del territorio, delle persone e delle opere, con un caloroso invito ad abitare questo luogo».