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Asl Novara tra le migliori aziende italiane in cui lavorare: è 19ª nella classifica 2027

Graduatoria realizzata da Statista sulla base di 300mila risposte raccolte

Asl Novara tra le migliori aziende italiane in cui lavorare: è 19ª nella classifica 2027

L’Asl Novara è tra le migliori realtà in Italia in cui lavorare. L’azienda sanitaria novarese si è classificata al 19° posto assoluto nella graduatoria “Italy’s Best Employers 2027”, realizzata da Statista, risultando la prima Azienda sanitaria locale italiana. Nel settore, davanti all’Asl Novara, figura l’Istituto Tumori di Milano.

Asl Novara tra le migliori aziende italiane in cui lavorare

La classifica, i cui risultati sono stati pubblicati martedì 6 ottobre, prende in esame 450 aziende con almeno 250 dipendenti. Il sondaggio è stato lanciato nel mese di marzo e si è concluso a luglio, raccogliendo circa 300 mila risposte attraverso il Corriere.it, il sito del Corriere della Sera.

L’indagine punta a individuare i migliori datori di lavoro dando voce direttamente ai dipendenti, che hanno potuto esprimere in forma anonima una valutazione sulla propria azienda e su altre realtà dello stesso settore. Ai partecipanti è stato chiesto di assegnare un voto da 0 a 10 all’azienda, ente o istituzione nella quale lavorano e ad altre organizzazioni dello stesso comparto.

Tra le domande proposte anche quella relativa alla disponibilità a consigliare la propria azienda a un conoscente o a un familiare. Le risposte sono state poi elaborate attribuendo un peso diverso ai giudizi espressi da chi lavora all’interno dell’organizzazione e da chi la conosce dall’esterno.

Sono stati analizzati 20 comparti economici, dall’automotive al farmaceutico, dagli ospedali alle università, passando per mass media, grande distribuzione, alimentare e metalmeccanica. Nel complesso, la graduatoria comprende 450 aziende.

L’indagine non si è limitata alla valutazione generale dell’azienda. Le opinioni raccolte hanno riguardato diversi aspetti della vita lavorativa: dai carichi di lavoro e i tempi di riposo alle attrezzature e alle tecnologie disponibili, dall’immagine dell’azienda al rapporto con i dirigenti e con il proprio team, fino alla retribuzione e alle prospettive di carriera.

A livello generale, ai primi tre posti della classifica figurano Lavazza, De Cecco e Fineco Bank.

«Sono particolarmente orgoglioso del risultato del sondaggio che vede l’ASL, che dirigo da oltre 5 anni, tra le prime 20 aziende considerate migliori per il benessere lavorativo», commenta il direttore generale dell’Asl Novara, Angelo Penna. «È un riconoscimento importante, che premia il lavoro quotidiano di collaborazione e di ascolto di tutti gli operatori e che, soprattutto, testimonia la forza di una squadra».

Penna sottolinea inoltre che il risultato non riguarda soltanto la Direzione generale, ma l’intera azienda: «Questo risultato, infatti, non appartiene solo alla Direzione Generale, ma a tutte le persone che ogni giorno contribuiscono al funzionamento dell’Azienda: medici, infermieri, personale tecnico e amministrativo. È grazie al lavoro di tutti, alla collaborazione e all’impegno condiviso che possiamo costruire un ambiente di lavoro nel quale le persone si sentano valorizzate e parte di un progetto comune».

Soddisfazione anche dalla Regione Piemonte. Il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi definiscono il 19° posto «un risultato di grande valore per l’ASL Novara e per tutta la sanità piemontese», sottolineando che il riconoscimento arriva direttamente dal giudizio delle persone che lavorano nelle aziende.

«La qualità della sanità passa innanzitutto dalle donne e dagli uomini che ogni giorno la fanno funzionare», affermano Cirio e Riboldi, evidenziando l’importanza di affiancare agli investimenti in strutture, tecnologie e organizzazione dei servizi anche la costruzione di condizioni di lavoro nelle quali i professionisti possano sentirsi valorizzati e ascoltati.

Per il presidente e l’assessore, il risultato contribuisce quindi anche a rendere più attrattivo il sistema sanitario piemontese e rappresenta «un riconoscimento al lavoro di un’intera comunità professionale».