La nuova Piazza Martiri di Novara prende forma, ma il progetto definitivo presentato nei giorni scorsi dal sindaco Alessandro Canelli continua ad alimentare il confronto in città. Dopo la presentazione in commissione dell’ultima versione, accompagnata dai rendering della futura piazza, arrivano nuove prese di posizione che si concentrano soprattutto sul rapporto tra verde, acqua, pavimentazione e modalità di partecipazione alle scelte.
Il progetto, frutto anche del confronto con la Soprintendenza, conferma la trasformazione della piazza da parcheggio a spazio pedonale e mantiene i tre filari di alberi previsti nella soluzione progettuale. Cambia invece la configurazione di alcune aree: le vasche d’acqua inizialmente ipotizzate vengono sostituite da fontane a raso zampillanti e illuminate, previste sia sul lato del Borsa sia verso il Castello. Non saranno inoltre realizzati gli alberi attorno alla statua di Vittorio Emanuele II, mentre l’originaria aiuola centrale è stata modificata per le prescrizioni legate alla tutela del monumento e dell’assetto storico della piazza.
È proprio sull’equilibrio tra questi elementi che si concentra ora il dibattito.
Novara Green: «Non basta inserire acqua e qualche albero»
L’associazione Novara Green interviene con una posizione che, nelle premesse, prende le distanze da una contrapposizione totale al progetto.
«Trasformare piazza Martiri, dopo decenni di utilizzo come “indegno parcheggio”, in una piazza semi-pedonale rappresenta un passaggio storico e un grande passo avanti che Novara attendeva da tempo», scrive il presidente Fabrizio Cerri, riconoscendo all’amministrazione il merito della scelta. L’associazione precisa quindi di non condividere «l’approccio distruttivo» di chi considera da respingere l’intero progetto.
La critica riguarda piuttosto il modo in cui è stato costruito il nuovo spazio. «Non basta inserire elementi d’acqua e qualche alberatura per garantire il successo architettonico e sociale di uno spazio pubblico così strategico», sostiene Novara Green.
L’associazione chiede in particolare un verde più strutturato, con zone d’ombra integrate nella progettazione della piazza, una maggiore superficie de-pavimentata e l’utilizzo di materiali drenanti. Al centro della proposta ci sono anche le sedute, l’arredo urbano, gli spazi per il commercio e la possibilità di organizzare eventi.
Secondo Novara Green, la piazza dovrebbe essere progettata non soltanto per essere vista, ma per essere vissuta anche durante i mesi più caldi. L’associazione richiama inoltre l’esperienza di Piazza Roma a Modena, indicandola come esempio dei possibili problemi legati a una piazza caratterizzata da ampie superfici pavimentate, poca ombra e fontane che, secondo la sua valutazione, non avrebbero prodotto nel tempo gli effetti attesi sulla frequentazione dello spazio.
La conclusione è un invito al sindaco e ai tecnici a intervenire ancora sul progetto: «Siamo ancora in tempo», sostiene Novara Green, indicando nella possibilità di apportare «piccole ma sostanziali modifiche migliorative» la strada per arrivare a una piazza «viva, sicura» e utilizzabile dalla città.
Alleanza Verdi Sinistra: «Più fontane, meno verde»
Una critica più netta arriva da Alleanza Verdi Sinistra di Novara, che concentra l’attenzione soprattutto sulla quantità di verde e sulla capacità della futura piazza di offrire ombra nei mesi estivi.
«Più fontane, meno verde. È questa la versione finale di Piazza Martiri», è l’esordio della presa di posizione, accompagnato dalla definizione ironica di una piazza «non a dimensione d’uomo ma di zanzara».
Secondo AVS, il rischio è quello di ottenere una piazza caratterizzata da «poca ombra e grandi superfici pavimentate», poco utilizzabile durante i periodi più caldi. Da qui la domanda posta dall’area politica: «Come si può pensare che un anziano si sieda su una panchina sotto al sole ad Agosto, se non vi sono alberi a fare ombra?».
La questione viene inserita in un discorso più ampio sul cambiamento climatico e sulla necessità, secondo AVS, di un Piano Clima per Novara, con più alberi, aree ombreggiate e «rifugi climatici», oltre a interventi di riduzione delle superfici impermeabili.
La critica, quindi, non riguarda soltanto Piazza Martiri ma la strategia complessiva dell’amministrazione sul verde urbano.
Iacopino cambia tono e chiede una consultazione
Sul fronte politico c’è poi la posizione di Mario Iacopino, capogruppo del Movimento 5 Stelle, che nei giorni scorsi, in commissione, aveva espresso un giudizio positivo sul progetto, pur sottolineando la necessità di un maggiore coinvolgimento. Aveva inoltre definito eccessive le polemiche sul progetto.
Ora, in una lettera aperta al sindaco Canelli, Iacopino ribadisce di condividere «pienamente la scelta di pedonalizzare la piazza per restituirla ai novaresi», ma chiede di aprire «uno spazio reale di ascolto» per perfezionare l’opera. La proposta è concreta: una consultazione pubblica con assemblee aperte, presidi informativi in piazza e una piattaforma digitale, con tempi compatibili con il cronoprogramma dei lavori e una successiva restituzione pubblica dei risultati.
«La vera sfida non è soltanto togliere le automobili, è trasformare Piazza Martiri in un luogo bello, verde, accessibile e vivo, dove le persone abbiano davvero voglia di fermarsi, incontrarsi e stare insieme», scrive Iacopino.