Si è svolta ieri pomeriggio, 21 settembre, nel Salone d’Onore della Prefettura di Novara, la cerimonia di consegna delle Medaglie d’Onore concesse alla memoria di sette cittadini del territorio, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto durante l’ultimo conflitto mondiale.
I riconoscimenti, conferiti con decreto del Presidente della Repubblica, sono stati ritirati dai familiari degli insigniti presenti alla cerimonia, in un momento dedicato alla memoria di quanti vissero la deportazione e l’internamento.
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La cerimonia si è svolta nell’ambito della seconda Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi, ricorrenza civile istituita con la legge n. 6 del 13 gennaio 2025.
Alla cerimonia hanno partecipato le principali autorità civili, militari e religiose della provincia, insieme ai familiari dei cittadini insigniti e ai rappresentanti dei Comuni interessati. Tra i presenti anche il presidente della Provincia di Novara Marco Caccia, intervenuto anche in veste di sindaco di Romentino, l’assessore regionale Matteo Marnati e l’assessore del Comune di Novara Luca Piantanida, oltre ad assessori e sindaci dei territori coinvolti.
Per Caccia si è trattato di una presenza particolarmente significativa: in qualità di sindaco di Romentino ha infatti accompagnato Margherita Rinaldi nel ritiro della medaglia conferita alla memoria del padre, Pasquale Rinaldi, fatto prigioniero sul fronte greco-albanese e successivamente internato in Germania. «Oggi rendiamo omaggio a uomini e donne che hanno pagato un prezzo altissimo per le proprie scelte e restituiamo alle loro famiglie un riconoscimento che appartiene, in qualche modo, a tutta la comunità» ha sottolineato Caccia.
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Paolo Cattaneo, presidente dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea nel Novarese e nel Vco Piero Fornara, che ha ringraziato le famiglie e la neocostituita delegazione novarese dell’Associazione Nazionale ex Internati (ANEI).
Al centro degli interventi il valore della memoria come patrimonio collettivo e come strumento per trasmettere alle nuove generazioni la conoscenza delle vicende vissute dagli internati e i valori di libertà, democrazia e dignità umana.
Una memoria che, a distanza di decenni, continua così a passare attraverso le famiglie: sono stati infatti soprattutto figli e nipoti degli insigniti a ricevere le sette Medaglie d’Onore consegnate durante la cerimonia.