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sabato, 23 settembre 2017
 
 
Articolo di: lunedì, 10 luglio 2017, 11:52 m.

Vogliono allontanare due fratelli disabili dalla loro casa. I vicini: “Devono restare qui”

Al via raccolta di firme. “Non separate Eugenio e Luciano”

NOVARA, Le famiglie di un intero stabile di Sant’Agabio, a Novara, in ansia per due fratelli disabili che, sin da quando erano bambini (ora hanno 69 e 75 anni), vivono nel condominio. Dapprima con i genitori, ora da soli, ma amorevolmente seguiti dai vicini di casa, che ogni giorno passano da Eugenio e Luciano a più riprese, e da una badante che loro chiamano ‘mamma’ e a cui sono molto legati. Due ragazzi speciali che non hanno mai dato fastidio a nessuno e che sono benvoluti da tutti. Non solo dove abitano, nella zona di corso Trieste, ma anche in tutta S. Agabio.Tutti li conoscono e sono affezionati a loro. Ora, però, come raccontano preoccupati i residenti della palazzina e gli amici, c’è il rischio che i due ragazzi vengano portati via dalla loro casa, dalle loro abitudini. «Abbiamo saputo – spiega Gianfranco Pavesi, infermiere in pensione, amico di famiglia dei due ragazzi – che tra qualche settimana, il 21 luglio, vogliono portare via Luciano ed Eugenio e rinchiuderli in un istituto. Da quello che abbiamo raccolto sinora, siamo in tanti che ci siamo attivati, dovrebbe essere un allontanamento dalla loro casa compiuto in maniera segreta, come che non si debba sapere. Non comprendiamo il motivo della scelta. Non lo comprendiamo per molte ragioni. L’appartamento dove vivono è il loro, non è del Comune o di chissà chi altro. Sono loro a pagare la badante che li segue ogni giorno. Andremo contro questa scelta. Ci stiamo già attivando. Loro vogliono restare qui. Questa cosa non ha senso. A maggior ragione che i due ragazzi sono persone molto calme e che qui a S. Agabio stanno bene. Ho fatto una promessa alla loro mamma in punto di morte, che mai li avrei abbandonati. Per me sono due fratelli. Tutti li seguono. Perché li si dovrebbe rinchiudere? Sono abitudinari: se saranno portati via dalla loro casa, si chiuderanno in se stessi». I residenti nel condominio hanno già attivato una raccolta di firme e in questi giorni proprio Pavesi cercherà di avere risposte con incontri in Comune. Tante le firme già raccolte per opporsi al trasferimento dei ragazzi in istituto, dove, tra l’altro, «a quanto abbiamo saputo – spiegano i vicini di casa – verrebbero anche separati e nessuno potrebbe andarli a trovare. Perché?».

Monica Curino

Per saperne di più leggi il Corriere di Novara in edicola lunedì 10 luglio

Articolo di: lunedì, 10 luglio 2017, 11:52 m.

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